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“Il problema è la dimensione dei portafogli, alcuni prodotti sono troppo piccoli per sopravvivere”, dicono dalla società dati Refinitiv
Fisiologico assestamento o crisi per il mercato europeo dei prodotti passivi? Se lo chiede Detlef Glow, capo del team di ricerca Emea in Lipper-Refinitiv, constatando il gran numero di Etf che nel corso dell’anno hanno dovuto chiudere i battenti, per diverse cause.
Da inizio gennaio al 31 ottobre scorso Refinitiv conta 31 Etf chiusi: “E’ l’anno con il più alto numero di chiusure dal 2000”, sottolinea l’esperto della società dati. Che aggiunge: “Sono numeri che ci lasciano di sorpresa perché non immaginavamo che in Europa il mercato si trovasse in una fase così avanzata di maturità”.
Ma già in diverse ricerche recenti l’analista aveva sottolineato l’alta concentrazione dell’industria Etf a livello globale e in Europa. Spesso infatti il problema che devono affrontare gli Etf-provider più piccoli – quelli che non fanno parte dei primi 5-10 operatori più grandi per patrimonio in gestione – è la dimensione dei prodotti, l’incapacità di raccogliere in breve tempo masse adeguate ad assicurare il raggiungimento del break-even e quindi la redditività.
Le sfide per i più piccoli
Secondo l’ultimo rapporto mensile Refinitiv il patrimonio in gestione dell’industria è pari a circa 874 miliardi di euro. Più del 90% di questa cifra è gestita dai primi 10 player attivi nel continente.
Ne abbiamo parlato con due operatori di minori dimensioni recentemente, in questo articolo.
Secondo i dati Refinitiv sono circa 358 i portafogli Etf lanciati più di tre anni fa che durante questo arco temporale non sono stati in grado di raccogliere più di 100 milioni di euro di Aum. Prendendo in considerazione soglie di break-even più basse, 10 milioni di euro, il numero di Etf sottodimensionati è 88.
“Anche se alcuni osservatori di mercato potrebbero vedere un consolidamento più ampio in vista per l’industria europea degli Etf e considererebbero l’elevato numero di chiusure di prodotti come un chiaro segnale, non interpreterei i numeri in questo modo. Dal mio punto di vista, l’elevato numero di chiusure di Etf in Europa è in linea con un’elevata attività di lancio. Poiché non tutti i nuovi prodotti finiscono per soddisfare le aspettative degli investitori, vengono chiusi dopo un certo periodo di tempo”, conclude Glow.
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