1,30 min
Il Tar ha rigettato la sospensiva del ricorso chiesta dal presidente pro-tempore Costa. Elezioni tra il 25 luglio e il 10 agosto. E per le delibere adottate si profila il rischio di danno erariale
Alla fine ci è voluto il Tar per sbloccare la situazione in Enasarco. E così, salvo colpi di scena che viste le precedenti puntate non è possibile escludere, la cassa previdenziale integrativa di agenti di commercio e consulenti finanziari sarà chiamata alle urne tra il 25 luglio e il 10 agosto prossimi. Lo riporta il quotidiano Libero.
Merito appunto del tribunale amministrativo del Lazio che nei giorni scorsi ha rigettato la richiesta di sospensiva del ricorso presentata dal presidente pro-tempore della Fondazione, Gianroberto Costa, in contrapposizione ai rilievi dei due ministeri vigilanti, Economia e Lavoro (come riportato da Metro).
I dicasteri infatti, in una situazione piuttosto irrituale, avevano prima incoraggiato con una serie di appelli i vertici in scadenza perché procedessero al rinnovo dell’assemblea, per poi vedersi costretti a ricorrere ai giudici amministrativi.
Nel mirino la decisione del cda uscente che, causa emergenza pandemia, dopo aver rinviato le elezioni fissate per il 17-30 aprile ha continuato a temporeggiare nonostante lo Statuto dell’ente prevedesse già la possibilità del voto elettronico. Situazione che ora fa ventilare un commissario ad acta per il voto mentre all’orizzonte si profila il rischio che le delibere adottate negli ultimi mesi siano passibili di danno erariale.
Nelle numerose note inviate dai ministeri e in quella della Corte dei Conti si fa infatti riferimento all’illegittimità degli atti straordinari assunti nell’attuale regime di prorogatio e votati sia dalla maggioranza dell’assemblea dei delegati sia dal cda.
Il Tar si esprimerà in maniera definitiva il 4 agosto, ma non è da escludere che prima di quella data Enasarco non venga commissariata ad acta per lo svolgimento delle elezioni con apposito decreto ministeriale.
Si fa sentire anche Anasf
In merito alle vicissitudini della cassa di previdenza integrativa di agenti di commercio e consulenti finanziari si è espressa anche l’associazione di categoria di questi ultimi.
In una nota sul suo sito, Anasf sottolinea che Enasarco “è un fronte ampiamente presidiato”, e che l’associazione “intende fare chiarezza, in particolar modo per quanto attiene alla proposta di anticipo del Fondo Indennità Risoluzione Rapporto (Firr)”.
Con l’inizio del lockdown, “quindi nell’ambito della gestione ordinaria di Enasarco e prima delle elezioni programmate ad aprile”, ricorda Anasf, “insieme agli altri componenti della coalizione “Fare presto! e fare bene”, abbiamo proposto di anticipare una parte sostanziale dell’importo accantonato dai consulenti finanziari nel Firr”. La proposta, ricorda Anasf, “non è mai stata presa in considerazione” dalla maggioranza del cda.
“Inaspettatamente poi, tra fine maggio e inizio giugno, nel periodo in cui l’Ente non si trovava più nella posizione di prendere decisioni di tipo straordinario a causa dell’immotivato posticipo delle elezioni” rimarca Anasf, “la maggioranza del cda Enasarco ha deliberato un’anticipazione delle somme versate dagli iscritti nel Fondo, fino a un massimo del 30% dell’accantonato. Anasf, insieme agli altri componenti di minoranza del cda, ha ritenuto questa decisione non condivisibile e ha quindi espresso voto contrario”.
Il perché è presto detto e attiene alla delicata questione del rinvio delle elezioni. “A seguito del posticipo sine die delle elezioni da parte della maggioranza del Cda di Enasarco, la Fondazione, come ribadito più volte dai Ministeri vigilanti, è in regime di prorogatio e come tale può deliberare solamente atti di ordinaria amministrazione, pena la nullità delle azioni intraprese, che comporterebbero un importante danno erariale per la Fondazione e i suoi iscritti”, evidenzia Anasf.
Il voto contrario della coalizione a cui Anasf aderisce è dunque “dovuto al fatto che oltre a trattarsi di un atto tardivo preso a mesi di distanza dall’effettiva esigenza degli iscritti, è altresì un atto di straordinaria amministrazione deciso dalla maggioranza di Enasarco in un periodo di prorogatio dell’Ente e come tale dovrà essere sottoposto all’approvazione dei Ministeri competenti, i quali hanno già espresso formalmente all’Ente l’illegittimità degli atti deliberati”.
Anche Anasf pone l’accento sulla delibera del Tar del Lazio, che “con apposito decreto, ha rigettato venerdì scorso la richiesta di sospensiva del ricorso presentata in maniera irrituale e senza alcuna informativa al cda e l’Assemblea dei delegati, dal presidente pro-tempore della Fondazione, Gianroberto Costa, contro i rilievi dei vigilanti Ministeri di Lavoro ed Economia a ripristinare le procedure per il regolare svolgimento delle elezioni online”.
L’associazione dei consulenti finanziari conclude dunque annunciando che “continuerà a lavorare affinché siano riconosciuti agli iscritti i giusti sostegni e tutti i loro diritti, a partire dalla possibilità di esprimere il proprio voto alle prossime elezioni”, che a leggere le indiscrezioni di stampa, appaiono ormai imminenti.