Anche se non è un game changer, la svolta di Francoforte invia un segnale molto forte. E governi e aziende sono pronti a incrementare l’emissione di carta verde
Mitch Reznick, head of sustainable fixed income per la divisione internazionale di Federated Hermes
Il Covid-19 potrebbe rivelarsi un importante punto di svolta per gli investimenti Esg. Le tematiche ambientali, sociali e di governance sono ormai da parecchio tempo al centro dell’attenzione degli investitori, ma la pandemia, con l’economia mondiale da fare ripartire, ha avuto senza dubbio l’effetto di accelerare il processo di trasformazione in atto.
Prova ne sono non solo le intenzioni di Ursula Von del Leyen e del suo Green Deal, ma anche le ultime dichiarazioni d’intenti sul Recovery Fund da 750 miliardi, le cui risorse dovranno arrivare per un terzo proprio dalle obbligazioni sostenibili. Infine è scesa in campo anche la Bce, che negli ultimi mesi è arrivata a detenere un quinto dei bond verdi con i requisiti fissati. Il 22 settembre scorso l’Eurotower ha infatti comunicato l’intenzione di accettare come collaterale, a partire dal primo gennaio 2021, le obbligazioni legate a obiettivi di sostenibilità, i cosiddetti sustainability-linked bond o SLB, che sempre a partire dal prossimo anno saranno idonee a essere acquistate sul mercato aperto nell’ambito del programma Cspp.
I sustainability-linked bond hanno l’obiettivo di spingere le aziende ad essere virtuose, visto che pagano una cedola variabile, più alta se l’obiettivo green indicato non viene raggiunto. Per ora non sono molto diffusi e anche se alcuni analisti sono scettici riguardo un loro eventuale boom dopo l’annuncio della Bce, quasi tutti concordano sull’importanza della decisione. “Anche se non è un game changer, è importante perché mostra che le istituzioni si muovono in modo coordinato, entrambe premono affinché governi ed aziende incrementino l’emissione di carta verde”, spiega a Websim Riccardo Valeri, portfolio manager gestore del fondo Kairos International Sicav – ActivESG.
Anche per Mitch Reznick, head of sustainable fixed income per la divisione internazionale di Federated Hermes, la svolta Bce invia un segnale molto forte, riconoscendo il proprio ruolo nel rispondere alla crisi climatica. “La struttura delle SLB presentava un problema perché al Cspp non era permesso acquistare obbligazioni con percorsi di pagamento delle cedole incerti – chiarisce -. I SLB erano esclusi in quanto le loro cedole sono legate al raggiungimento di obiettivi sostenibili, come gli Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Con questo annuncio, tuttavia, a partire dal primo gennaio non sarà più così”.
Per l’esperto è importante notare che il mercato delle obbligazioni legate alla sostenibilità è ancora in una fase embrionale: sono passati appena 12 mesi da quando Enel ha lanciato la prima emissione di un simile bond. Tuttavia, proprio come il più ampio mercato del reddito fisso sostenibile (obbligazioni verdi, obbligazioni sociali, Abs verdi), sta crescendo rapidamente.
E in effetti, dai governi alle aziende, in molti si stanno attrezzando. Non solo la Germania che ha lanciato con successo il suo primo Bund green e si prepara a proseguire. Persino la Cina, infatti, ha promesso all’Onu di diventare Co2 neutrale entro il 2060. “Sarebbe importante arrivare ad un’intera curva green, in modo da attrarre i professionisti dell’investimento in bond”, aggiunge Valeri.
Il mondo delle aziende resta ovviamente il più attivo e non c’è settore che si sia tirato indietro, da quello petrolifero al lusso. “Solo nelle ultime settimane abbiamo assistito all’emissione di emittenti del calibro di Suzano, Chanel, Burberry e Novartis. Senza dubbio, con questa straordinaria eccezione da parte della Bce, il mercato continuerà a crescere”, evidenzia ancora Reznick.
Insomma, un grande passo avanti arrivato proprio nei giorni del quinto anniversario degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che come sottolinea David Czupryna, head of Esg development di Candriam, “hanno offerto agli investitori un’importante opportunità, un quadro di riferimento per affrontare alcune delle sfide di sostenibilità più urgenti al mondo”. Ma non è ancora il momento di farsi illusioni, precisa l’esperto: “Dopo cinque anni, non siamo ancora arrivati dove avremmo dovuto. Un numero sempre maggiore di investitori ha sostenuto e adottato gli SDG, ma per raggiungere tutti i 17 Obiettivi è necessario destinarvi ulteriori risorse”.
E visto che è difficile contribuire a tutti i 17 Obiettivi, e “l’SDG-washing” non è certo la soluzione, Czupryna ritiene che le aziende dovrebbero puntare a contribuire ad almeno tre di essi. “Il 2021 sarà un anno significativo per le aziende, gli investitori e i policymaker. Ci riprenderemo dai costi economici e umani provocati dal Covid-19 e affronteremo nuovi cambiamenti normativi, come il regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità. Nonostante ciò, gli SDG devono restare in cima alle nostre discussioni, iniziative e investimenti”, avverte.
Il processo di investimento del fondo Best Business Models Sri si fonda su analisi delle società nelle varie fasi del loro ciclo di vita e nella verifica rigorosa degli impatti su ambiente e società
Secondo Eurosif, in Europa tra le Sgr prevale l'approccio di pura esclusione di società non compliant. Ma azionariato attivo e altre attività possono aiutare le aziende a perseguire obiettivi sostenibili
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio