Secondo Syz Am, alcuni fattori positivi mitigheranno l’impatto dell’epidemia. “Rimaniamo favorevoli agli attivi rischiosi, restiamo esposti alle azioni cinesi e rafforziamo l’allocazione a quelle Usa”
Adrien Pichoud, chief economist di Syz Am
Forse andrà meglio di quanto si tema e non è quindi il momento di fuggire dagli attivi rischiosi. Se infatti è impossibile prevedere e stimare l’impatto dell’epidemia di coronavirus sull’economia globale, cosa che aumenta l’incertezza, ci sono alcuni elementi noti sui cui basarsi per formulare un giudizio. E alla luce di questi dati, secondo Adrien Pichoud, chief economist di Syz Am, è lecito pensare che alcuni fattori positivi mitigheranno lo tsunami Covid-19
“Innanzitutto, prima della diffusione del virus l’economia globale era ancora in miglioramento, sulla scia del trend incoraggiante del quarto trimestre dello scorso anno – evidenzia Pichoud -. Vi era pertanto un momentum economico positivo allo scoppiare della crisi epidemica. In secondo luogo, la Cina utilizzerà tutti gli strumenti economici possibili per attenuare il colpo sulla propria economia. In misura minore, è ipotizzabile che nel 2020 tutte le banche centrali dei Paesi sviluppati ed emergenti mantengano o addirittura rafforzino l’orientamento generalmente accomodante. Infine, i consumi delle famiglie, ovvero il primo motore di crescita del Pil nelle economie sviluppate, restano sostenuti dal calo della disoccupazione, già su livelli bassi, dall’aumento dei prezzi degli attivi e dal basso costo del credito”.
La combinazione di questi fattori positivi è destinata a contenere o mitigare l’impatto della diffusione del virus sull’attività economica globale, a detta dell’economista, secondo cui a questo si aggiunge una partenza confusa per le Primarie del Partito democratico statunitense, che ha ridotto il rischio di vedere eletto un presidente ‘avverso al mercato’. “Abbiamo quindi un contesto in cui le informazioni note e favorevoli controbilanciano i potenziali rischi di ribasso ignoti, almeno per quanto ne sappiamo”, afferma.
“Pertanto, in questa fase manteniamo le nostre visioni favorevoli sugli attivi rischiosi, restiamo esposti alle azioni cinesi e rafforziamo l’allocazione a quelle statunitensi in ragione del vigore dell’economia a stelle e strisce nonché dell’implicito supporto della Fed – conclude Pichoud -. Manteniamo altresì il giudizio positivo sulle obbligazioni e la duration, che continuano a offrire valore in un mondo di tassi sulla liquidità molto bassi se non addirittura negativi, oltre ad aumentare la diversificazione nei portafogli in vista di un ulteriore deterioramento della situazione globale”.
Ecco la view e l’asset allocation di Syz Am
Economie sviluppate. L’economia statunitense stava seguendo una traiettoria di espansione leggermente al di sopra del potenziale, sostenuta da solidi consumi e da una forte domanda interna, nonché dalla ripresa degli indicatori dell’attività industriale. La politica monetaria dovrebbe favorire l’espansione economica in quest’annata di elezioni, a patto che il dilagare del virus non comprometta le catene di approvvigionamento, i viaggi e l’attività troppo a lungo. L’Eurozona è più vulnerabile in ragione della dipendenza dalla domanda cinese, ragion per cui il virus ha un impatto significativo. L’economia inglese si trova in una fase di ripresa post-Brexit. Il franco svizzero è destinato a rimanere forte. Il Regno Unito tira un sospiro di sollievo a seguito dello scemare delle incertezze politiche e di fronte alla prospettiva dell’annuncio di notevoli misure di stimolo fiscale in primavera. Nell’Asia sviluppata, le dinamiche di crescita sono apparse blande ma positive in Giappone e in Australia, ma la diffusione del virus avrà probabilmente un impatto negativo almeno temporaneo sull’attività economica nel primo trimestre.
Economie emergenti. Tutti i paesi asiatici segneranno un rallentamento nel primo trimestre, poiché l’attività economica risulterà significativamente compromessa dall’epidemia di coronavirus e dalle conseguenti limitazioni ai viaggi, dalle perturbazioni della catena di approvvigionamento e dalle misure precauzionali. Tra le grandi economie emergenti, l’India spicca per la solida crescita economica.
Rischio e duration: ‘lieve prefrenza’. Il coronavirus non ha innescato timori di recessione ed è ipotizzabile una ripresa a V dell’attività asiatica.
Azioni. Dopo la diffusione iniziale del coronavirus, la correzione del mercato azionario è stata rapidamente compensata da una ripresa. In questo contesto, non abbiamo apportato modifiche all’allocazione geografica, con l’unica eccezione dell’upgrade degli Stati Uniti a “preferenza”, basato su: (a) la resilienza della dinamica macroeconomica dell’economia statunitense, (b) il sostegno della politica monetaria accomodante della Fed, rafforzato dall’epidemia di coronavirus (c) la probabilità ormai alta della rielezione di Trump, che sarebbe accolta positivamente dai mercati. Infine, abbiamo scelto di mantenere l’orientamento positivo verso i mercati azionari cinesi, che restano interessanti in termini di valutazioni.
Mercati obbligazionari. Manteniamo un orientamento positivo su obbligazioni e credito. Assumiamo una posizione di “lieve avversione” per il debito dei mercati emergenti, nell’ambito di un portafoglio multi-asset. Assegniamo una “lieve preferenza” a Russia, Indonesia, Messico e Polonia
Mercato dei cambi. In seguito alla Brexit, assumiamo una posizione di “lieve preferenza” per la sterlina. L’oro resta la prima scelta in un’ottica di diversificazione. Preferiamo il dollaro rispetto all’euro. Esprimiamo una “lieve preferenza” per lo yen.
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