Consulente cercasi per due risparmiatori su cinque
Effetto Covid: il 65% è pentito delle scelte di investimento fatte e il 42% è pronto a rivederle con un consulente finanziario. L'indagine Columbia Threadneedle Investments
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Gli investimenti sostenibili fanno bene al portafoglio e non solo a quello dei clienti ma anche a quello dei consulenti finanziari. A dirlo sono proprio loro, i professionisti degli investimenti, che vedono sempre più i prodotti Esg come un’opportunità per far crescere le proprie attività e stringere legami più stretti con chi si affida a loro.
Lo certifica uno studio globale, sponsorizzato da Franklin Templeton e condotto da NMG Consulting, che mostra come i consulenti facciano rientrare sempre più questo tipo di prodotti all’interno delle loro selezioni ed allocazioni di portafoglio: oltre i due terzi hanno introdotto argomenti di investimento responsabile nei confronti dei propri clienti. E il perché si spiega appunto anche con il fatto che nove consulenti su dieci considerano gli investimenti responsabili un’opportunità di crescita aziendale.
Dallo studio, che ha esaminato gli atteggiamenti di oltre 800 consulenti e intermediari nei confronti degli investimenti responsabili in 10 importanti mercati in tutto il mondo (in Emea, Apac e Nord America), emerge quindi chiaramente come i professionisti del risparmio recepiscano sempre più il valore di includere criteri Esg nel prendere decisioni di investimento.
In Europa, la ricerca ha dimostrato come l’Italia e la Francia aprano la strada tra i Paesi esaminati, con nove intervistati su 10 che allocano investimenti in prodotti Esg (rispettivamente 91% e 90%). Guardando a prodotti Sri o nello specifico ai prodotti focalizzati sull’impact investing, i consulenti finanziari svedesi guidano il gruppo con il 70% e il 68% rispettivamente allocato a questi prodotti. Detto questo, gli investitori retail nel Regno Unito sono leggermente più avanti rispetto ai loro peers dell’Europa continentale quando investono in prodotti Esg, con l’87% dei consulenti del Regno Unito che hanno clienti investiti in fondi Esg, contro l’85% come media in tutta Europa. Gli investitori retail tedeschi, d’altra parte, sono in linea con i colleghi europei, con l’84% dei consulenti che afferma di avere clienti che investono in prodotti Esg e il 62% di investimenti in prodotti Sri (contro il 61% della media europea).
“La crescente rilevanza delle problematiche ambientali legate alla transizione climatica, alla scarsità di risorse naturali e all’efficienza sta inducendo indubbiamente un maggiore interesse per I prodotti e le soluzioni Esg – spiega Julie Moret, global head of Esg di Franklin Templeton -. Anche le pressioni normative stanno accelerando questi temi. In modo incoraggiante, i risultati dello studio mostrano che i consulenti stanno rispondendo alla crescente domanda dei clienti contribuendo ad approfondire la conoscenza e l’innovazione del settore in questo spazio”.
Tutti i consulenti finanziari intervistati hanno indicato un crescente interesse da parte dei clienti in prodotti di investimento con impatti Esg positivi, in linea con la crescente preoccupazione del pubblico per le questioni ambientali ed i cambiamenti climatici. Inoltre, i professionisti con competenze nell’investimento responsabile ritengono che sia positivo per il business, con nove intervistati su 10 (90%) che vedono gli investimenti responsabili come un’opportunità commerciale per la propria attività, incluso il 42% che lo considera una “grande opportunità”.
Lo studio ha anche rilevato che l’inclusione delle valutazioni Esg nelle discussioni con i clienti retail permette loro di approfondire le relazioni consentendo nuove conversazioni sullo scopo fondamentale dell’investimento e sulla missione di investimento del cliente.
“Il settore dell’asset management dovrebbe rispondere sostenendo i consulenti mentre educano se stessi e i clienti sui fattori Esg, oltre a rispondere alla domanda degli investitori fornendo una gamma più ampia di prodotti e soluzioni innovativi”, mette in luce Michel Tulle, senior director Europa ex Regno Unito di Franklin Templeton.
“Tuttavia – mette in guardia Moret -, l’industria deve assicurarsi che sia allineata quando si discute di terminologia e pratiche Esg. Una maggiore trasparenza dei rischi e delle misurazioni Esg non solo educherà e informerà meglio gli investitori nel loro processo decisionale, ma promuoverà le opportunità di investimento nel campo degli investimenti responsabili”.
A livello macro, quasi la metà (46%) dei consulenti ritiene che la“E” (i fattori ambientali) sia più importante per i propri clienti nel breve termine, con la “G” (fattori di governance) citata dal 34% e la “ S “(fattori sociali) citata dal 20%. Inoltre, è molto probabile che le questioni ambientali interessino i clienti retail quando investono sia a breve che a lungo termine (rispettivamente 46% e 63%), con preoccupazioni per i cambiamenti climatici, la sostenibilità e l’efficienza delle risorse, essendo i primi tre problemi Esg che i consulenti ritengono possano cambiare nel momento in cui le persone investiranno a breve e lungo termine.
A causa della crescente domanda, molti consulenti europei hanno già modificato la propria allocazione patrimoniale per riflettere il crescente interesse in investimenti di questo tipo. Dall’indagine è emerso che oltre quattro quinti (86%) di consulenti hanno già allocato prodotti Esg e tre quarti (77%) di consulenti in tutto il mondo si aspettano che i loro clienti aumentino l’allocazione a fondi di investimento responsabili nei prossimi due anni.
I consulenti europei chiedono ora opzioni di investimento più responsabili per soddisfare la domanda dei clienti. All’interno delle categorie di prodotti, la preferenza del cliente è la gestione attiva rispetto a quella passiva e quella domestica rispetto a quella globale, in parte riflettendo il desiderio di fornire ai clienti delle indicazioni convincenti sugli investimenti responsabili.
Infine, dall’indagine emerge anche che esistono grandi differenze tra i paesi europei. In Italia, i consulenti hanno condotto conversazioni con i clienti sul tema Esg per oltre il 90% delle volte, seguite da Paesi Bassi (80%) e Germania (76%). È interessante notare come in Svizzera fosse altrettanto probabile che l’argomento (50%) fosse introdotto dal consulente o dal cliente.
Gli investitori retail in Svezia, Danimarca e Paesi Bassi aprono la strada all’adozione di strategie di impact investing. Il Regno Unito sta recuperando terreno, con il 30% dei clienti retail che dovrebbero procedere ad un “aumento significativo” degli investimenti responsabili nei prossimi due anni, in contrasto con la media globale ed europea (rispettivamente 23% e 25%).
Oltre il 40% delle attività di investimento responsabile è collocato in prodotti nazionali; Il 29% è destinato a prodotti regionali, mentre un altro 27% è destinato a prodotti globali.
