Crowl spiega l’integrazione dei criteri di sostenibilità nel processo di investimento. Denham: “Nel Carmignac Portfolio Grande Europe un mix di titoli difensivi e opportunistici”
Questa settimana la rubrica “Alla ricerca di Alpha” ospita Sandra Crowl, Stewardship Director di Carmignac, e Mark Denham, Head of European Equities e gestore del fondo Carmignac Portfolio Grande Europe, che hanno spiegato in un’intervista la strategia Esg del fondo e le dinamiche attese sul fronte della sostenibilità. Carmignac ha sviluppato un sistema proprietario di ricerca Esg chiamato START, una piattaforma che combina dati Esg della società di vari provider con i dati sulle emissioni di CO2, sulle controversie e sull’impatto, aggregati per gruppi di titoli comparabili. I risultati della piattaforma, che prende in considerazione 31 indicatori Esg, vengono poi integrati dall’analisi del team di investimento che produce un final assessment e un commento sul titolo.
Carmignac ha asset in gestione per 34 miliardi di euro. Il Carmignac Portfolio Grande Europe, fondo azionario incentrato sulla selezione di titoli europei con approccio fondamentale bottom-up, ha una performance a cinque anni del 57,44%, mentre da inizio anno la performance è stata dell’11,93% (dati al 3 dicembre). Alla stessa data, il patrimonio gestito dal fondo ammonta a 650 milioni di euro.
Come integrate I criteri Esg nel vostro processo di investimento?
Sandra Crowl, Stewardship Director di Carmignac
Sandra Crowl: Carmignac integra sistematicamente l’analisi relativa all’Esg insieme ai tradizionali strumenti finanziari per identificare i rischi di sostenibilità delle società in cui investiamo e che fanno parte della nostra gamma di fondi di investimento.
L’analisi è caratterizzata da tre fasi fondamentali. La base di partenza per le valutazioni Esg è l’utilizzo di START, il nostro sistema di ricerca Esg proprietario che combina le fonti di dati sulla sostenibilità grezzi delle aziende con la nostra analisi interna, sviluppata con dati relativi a un gruppo ben definito di aziende attive negli stessi settori e un sistema di scoring che incorpora più di 30 fattori Esg rilevanti. La piattaforma poi aggrega anche i dati di impatto e i dati relativi alle controversie che vengono incorporati nella valutazione Esg complessiva e nelle decisioni di investimento. Vengono poi esclusi gli investimenti in società che, a nostro avviso, non soddisfano gli standard di sostenibilità dei nostri fondi, come le armi controverse, il tabacco, l’intrattenimento per adulti, l’estrazione di carbone termico e le società del comparto dell’energia non in linea con l’Accordo di Parigi.
Infine, riteniamo che il nostro engagement sulle questioni relative all’Esg sia volto ad aumentare la consapevolezza e la comprensione dei rischi di sostenibilità all’interno dei portafogli e può riguardare una specifica tematica ambientale, sociale o di governance, un impatto sostenibile, comportamenti controversi o essere esercitato durante le decisioni di voto proxy.
Ritenete che le dinamiche regolatorie in Europa sulla finanza sostenibile possano portare nuove opportunità per gli investitori Esg?
S. Crowl: Le possibilità che le nuove dinamiche normative in Europa riescano a portare nuove opportunità di investimento per chi investe nei temi ESG sono molto elevate. Il duplice approccio dei finanziamenti statali attraverso il Green Deal e il Recovery Fund, i lavori normativi su disclosure e tassonomia e, soprattutto, l’emendamento alla Mifid II che aumenta la comprensione delle preferenze Esg tra gli investitori retail porteranno a una maggiore offerta di nuovi prodotti d’investimento sostenibili.
I requisiti immediati, definiti requisiti di “primo livello” del SFDR (Regolamento Europeo relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari), da attuare entro il 10 marzo 2021, faranno conoscere agli investitori nuovi fondi classificati che offrono caratteristiche ambientali o sociali oppure obiettivi sostenibili. Abbiamo assistito all’incremento di fondi tematici con obiettivi in materia di sostenibilità che permettono di ottenere un impatto misurabile attraverso una valutazione oggettiva sostenibile. Gli investitori dovrebbero fare attenzione alla parola “impatto”, che non deve essere confusa con la performance che l’indicatore Esg riporta rispetto a un benchmark. In quest’ultimo caso, si tratta semplicemente di un reporting dei risultati e dovrebbe essere definito come tale.
Qual è il vostro outlook sull’azionario nel 2021?
Mark Denham, Head of European Equities e gestore del fondo Carmignac Portfolio Grande Europe
Mark Denham: Gli investitori adesso sono tornati a concentrarsi sulle prospettive per il 2021, che hanno preso il posto di ciò che ha monopolizzato l’attenzione fino a poco tempo fa, ovvero le attese sugli sviluppi dei vaccini e l’esito delle elezioni americane. Adesso sono tornati a interrogarsi su come sarà la nuova normalità. Ultimamente abbiamo assistito a un forte spostamento dell’attenzione verso i settori più ciclici – a nostro avviso una fase transitoria – sostenendo così l’idea che la volatilità perdurerà. Questo scenario è bilanciato da un lato da notizie e sviluppi positivi per quanto riguarda i vaccini e dall’altro da un contesto caratterizzato da bassa crescita e alto indebitamento. A questo si aggiungerà un altro effetto collaterale della crisi: un elevato tasso di disoccupazione.
Quali tipi di titoli hanno maggiore potenziale per una buona performance secondo voi?
M. Denham: Dopo una significativa dislocazione avvenuta a febbraio di quest’anno in concomitanza con la prima ondata del virus, si pensava che i titoli value – ora definiti deep value – avrebbero in qualche modo eguagliato le performance dei cosiddetti quality, che per la maggior parte dell’anno sono stati sempre in pole position. È possibile aspettarsi una rapidissima ripresa di questi titoli, a un prezzo basso, che però dovrebbe terminare una volta conclusa questa fase di dislocazione.
Com’è posizionato al momento il vostro fondo Carmignac Portfolio Grande Europe?
M. Denham: Carmignac Portfolio Grande Europe – la strategia europea long only di Carmignac – è un fondo azionario che investe solo in nomi di qualità, orientato a far leva sulla fase di ripresa che stiamo vivendo m successiva alcrollo del mercato di inizio anno dovuto alla diffusione della pandemia di Covid-19. Grazie a un solido processo di investimento, incentrato sulla redditività e sul reinvestimento, e grazie all’integrazione dei criteri Esg nonché dei target e degli obiettivi di investimento sostenibile, l’esposizione del fondo è attualmente bilanciata per poter ottenere buone performance nell’ambiente attuale. Siamo risusciti a capitalizzare la debolezza di alcuni nomi di qualità nei mesi scorsi e abbiamo avviato alcune posizioni con entry level interessanti.
Con questo approccio, da un lato, ci sono titoli che possono essere considerati più difensivi (nomi di qualità con una crescita visibile) che riteniamo siano la scelta migliore in questo contesto di bassa crescita/alto indebitamento, e dall’altro nomi selezionati con un approccio più opportunistico (come i titoli più sensibili al ciclo che a nostro avviso saranno quelli le cui performance dipenderanno dalla ripresa economica e che possiedono però ancora le caratteristiche di qualità richieste dal nostro approccio) che sosterranno il portafoglio nei mesi a venire. Un periodo guidato da un maggior sentiment di mercato in scia al flusso continuo di notizie positive (vaccini – numero di contagi – tasso di ospedalizzazione -misure fiscali e monetarie – eccetera).
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