Niente rally di Ferragosto, ma c’è fiducia su Piazza Affari
Sarà un mese volatile. Gamma Capital: "Possiamo attenderci una fase di lateralità tra 18.500 e 20.500 punti”. Banor: "Industriali, energetico e finanziari i settori chiave per la ripresa".
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La partita è troppo importante per restarne ai margini. E così la Germania, dopo aver presentato una proposta di interesse, lavora alacremente al progetto per entrare nella cordata italo-francese composta da Euronext e Cdp, che punta ad acquisire il controllo di Borsa Spa.
Le mire tedesche hanno però un ostacolo da superare, il governo italiano, quantomai compatto, secondo quanto scrive Milano Finanza, nel voler riportare Piazza Affari sotto la bandiera (anche) tricolore e nel considerare Deutsche Böerse troppo grande di suo per un progetto che mira a dare vita una piazza finanziaria di dimensioni europee.
L’esecutivo, che ha fatto filtrare l’intenzione di dare vita a “un’operazione di sistema importante”, avrebbe infatti anche l’appoggio della Lega, favorevole a riportare a casa un asset nazionale di interesse strategico. E lo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, atteso a breve a Milano, ha mandato un messaggio sulla centralità di Piazza Affari per il Paese.
A favore dei tedeschi gioca però il fatto che si tratta di un’operazione di mercato fatta nell’abito di un’asta competitiva aperta a tutti. E una Capital Markets Union, progetto tanto caro alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e al suo braccio destro Valdis Dombrovskis, sarebbe finalmente possibile se contasse tra le sue fila anche Deutsche Börse e la rispettiva Cassa tedesca oltre a Roma e Parigi.
Non solo. Toccherà al premier, Giuseppe Conte, mediare tra le varie posizioni della politica, tra chi vorrebbe la guida di tutto il nuovo soggetto, chi punta solo al Mts (il cui valore si aggirerebbe attorno ai 500-600 milioni di euro) e chi vede bene anche la partecipazione tedesca, e non è detto che dopo l’aiuto ricevuto sul Recovery Fund, Palazzo Chigi possa dire no a una eventuale telefonata di Angela Merkel.
Insomma, per ora le mire tedesche sono tutt’altro che fuori gioco e, con tutta probabilità, solo l’11 settembre si saprà cosa c’è davvero sul piatto. Per ora di certo c’è che il London Stock Exchange ha fretta di vendere per ottenere il via libera delle authority Ue all’acquisto di Refinitiv e che Borsa Spa è un boccone molto ghiotto.
Viene infatti valutata tra 3,3 e 4,3 miliardi, dopo essere stata venduta solo 13 anni fa al Lse per 1,6 miliardi, è sempre stata in utile e ha un buon margine (Ubs ha calcolato un Cagr 2019-2023 del 4% rispetto all’1% del 2015-2018). Può vantare anche un Ebitda margin attorno al 60%, ben più alto rispetto suoi ai competitor.
Ma i buoni numeri non sono l’unico motivo per cui l’Italia non ha intenzione di farsi sfuggire l’occasione a favore di un altro pretendente come Six, la società che gestisce la Borsa di Zurigo e Madrid: Borsa Spa è infatti l’unico listino in Europa che controlla la piattaforma del debito pubblico del proprio Paese, il terzo al mondo e che viene scambiato appunto su Mts.
Così, attraverso Cdp Equity, Cassa Depositi e Prestiti avrebbe già siglato un memorandum of understanding con Euronext, la confederazione di sei listini con in testa Parigi e Amsterdam. E, sempre secondo quanto scrive Milano Finanza, avrebbe definito anche la futura governance a tutela dell’asset italiano, della sua indipendenza (si parla di un ad italiano e di una presenza italiana nel board della capogruppo a Parigi) e dello sviluppo futuro. L’obiettivo è riportare a casa Piazza Affari per inserirla in un circuito comunitario di listini in cui Cdp abbia una quota paritetica con la Cassa francese, ora all’8% di Euronext.
