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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ago – Set 2018 |
In un contesto con tassi ancora bassi, almeno in Europa, e un mercato dell’equity incerto, puntare su una strategia high dividend potrebbe essere la soluzione per dare una spinta alla performance del portafoglio
Dopo un brillante 2017, i dividendi globali hanno iniziato il 2018 in modo estremamente incoraggiante. Gli utili aziendali in crescita hanno determinato un aumento del 10,2% su base complessiva dei dividendi globali, attestatisi a 244,7 miliardi di dollari nel primo trimestre, una cifra record per i primi tre mesi dell’anno. Canada e Stati Uniti hanno battuto ogni record trimestrale, mentre un Paese su quattro nell’indice ha superato il record. La regione Asia Pacifico (Giappone escluso) è stata l’unica regione a non registrare un aumento, principalmente a causa della brusca riduzione dei dividendi straordinari a Hong Kong e dei tagli ai dividendi in Australia. L’indice Janus Henderson Global Dividend ha chiuso il trimestre su un livello record di 174,2; questo significa che le distribuzioni globali lo scorso anno sono state più alte di quasi il 75% rispetto al 2009. “La crescita del primo trimestre è superiore alle nostre stime principalmente per via del costante indebolimento del dollaro nel corso del periodo – si legge nello studio Janus Henderson Global Dividend Index realizzato da Janus Henderson – I pagamenti denominati in altre valute vengono dunque convertiti a tassi di cambio più favorevoli. Su base sottostante, la crescita è esattamente in linea con le nostre stime ottimistiche del 5,9% su base annua, dunque conferma i risultati brillanti del 2017. Mercati emergenti, Nord America e Giappone hanno riportato le migliori performance, mentre Asia ed
Europa hanno fatto peggio del previsto”. Un quadro che fa ben sperare per i prossimi mesi, anche perché la crescita è robusta e la redditività delle imprese è in aumento: questo genera liquidità che le imprese possono distribuire agli azionisti. “Ci attendiamo che i dividendi crescano dell’8,5% in termini complessi su base annuo, per un valore che raggiungerà un totale di 1.358 miliardi di dollari, 10 miliardi in più rispetto alle stime iniziali di gennaio”, recita ancora lo studio tardato Janus Henderson. In un contesto con tassi ancora bassi, almeno in Europa, e un mercato dell’equity che vede crescere la volatilità per via delle tensioni geopolitiche e commerciali, puntare su una strategia high dividend potrebbe dunque essere la giusta soluzione per dare una spinta alla performance del proprio portafoglio. Ci sono una vasta gamma di opportunità per chi investe nei dividendi, con otto settori su 10 che quest’anno hanno riportato un aumento dei dividendi in termini sottostanti. Gas e petrolio, tecnologia e finanziari hanno realizzato la crescita sottostante più robusta. I dividendi nel settore petrolio sono saliti in particolare grazie alla Russia e al Canada. La crescita nel tecnologico, invece, è attribuibile a Usa e Giappone, mentre il contributo del settore finanziario dipende in particolare dalle banche nordamericane. “Le telecomunicazione, invece, sono l’unico raggruppamento a riportare un calo delle distribuzioni – conclude lo studio – principalmente a causa del taglio del dividendo dell’australiana Telstra”.
