Obbligazionario emergente, i 20 fondi top a cinque anni
Messico, Arabia Saudita, Romania e tanti altri. Ecco i nomi dei Paesi che hanno regalato le maggiori soddisfazioni ai gestori dell’asset class Obbligazionario emergente a uno, tre e cinque anni
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“In questa fase di tassi negativi, esistono ancora nicchie obbligazionarie capaci di offrire rendimenti molto interessanti. Due esempi sono i subordinati finanziari e gli ibridi industriali”. Ne è convinto Alessandro Cameroni, gestore del fondo Lemanik Selected Bond, secondo cui è un dato di fatto che i tassi resteranno bassi ancora a lungo e che questo favorisce i corporate bond di buona qualità, perché gli spread sono lontani dai minimi di gennaio 2018, mentre un ulteriore aiuto arriverà dall’imminente programma di acquisti della Bce.
In questo contesto, secondo il gestore, ci sono però sacche di valore estremamente interessanti fra i subordinati finanziari di vecchia generazione, i titoli cosiddetti legacy Tier-1, che includono tipologie molto variegate, con caratteristiche specifiche. “Sebbene si tratti di obbligazioni perpetue – spiega -, una buona parte di questi titoli perderà i requisiti regolamentari entro la fine del 2021, con potenziali grosse soddisfazioni in termini di rendimento. Il mix di subordinati finanziari di nuova e vecchia generazione consente ancora di costruire portafogli con rendimenti impliciti (idealmente, la media del portafoglio) intorno al 4%, con emittenti comunque di elevata qualità”.
“Nella nostra strategia di investimento obbligazionario, inoltre, diamo spazio a un’ulteriore nicchia interessante, quella degli ibridi industriali, con emittenti come Enel, Vodafone, Telefonica – conclude Cameroni – che offrono un surplus di rendimento interessante sulle componenti Investment grade”.
