Brexit, senza intesa doganale settore dell’auto a rischio
Didier Le Menestrel, presidente di La Financière de l’Echiquier, riflette sul futuro dell'industria automobilistica a due anni dal referendum sulla Brexit
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“La Banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi invariati. Le aspettative sono per una crescita del Pil nel terzo trimestre ma, considerando anche l’aumento dell’incertezza che si è registrato dallo scorso agosto circa la Brexit, il Monetary Policy Committee potrebbe decidere di non variare i tassi nel breve periodo, poiché i negoziati sulla Brexit si stanno avvicinando a una fase cruciale”. Silvia Dall’Angelo, senior economist di Hermes Investment Management, commenta così la decisione della BoE di mantenere i tassi invariati.
“Tuttavia – spiega l’analista – la Banca ha mostrato una tendenza all’inasprimento, suggerendo che un graduale e limitato aumento dei tassi è appropriato considerate le circostanze per il futuro. Avendo aumentato i tassi nella riunione di agosto, è probabile che la BoE aumenti ancora una volta i tassi d’interesse il prossimo anno, a condizione che i negoziati sulla Brexit procedano senza intoppi”.
“Giustificare l’aumento dei tassi – prosegue la senior economist di Hermes Investment Management – è stato un approccio sobrio sul lato dell’offerta dell’economia: in un contesto di crescita potenziale lenta, la limitata capacità inutilizzata dell’economia sta rapidamente scomparendo e l’eccesso di domanda sta facendo la sua comparsa. Per evitare una reazione eccessiva alle pressioni inflazionistiche che potrebbero emergere lungo la strada, e tenendo conto del fatto che la politica monetaria funziona con un certo ritardo, la Banca sembra guardare ancora a tre aumenti dei tassi nei prossimi tre anni”.
