Brexit, senza intesa doganale settore dell’auto a rischio
Didier Le Menestrel, presidente di La Financière de l’Echiquier, riflette sul futuro dell'industria automobilistica a due anni dal referendum sulla Brexit
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Per, Peter Rosenstreich, Head of Market Strategy di Swissquote, “è arrivato il momento di puntare le proprie scommesse sull’esito, più o meno favorevole, della Brexit. Dal nostro punto di vista – spiega l’esperto – i mercati si sentono troppo distaccati e al sicuro. Gli investitori stanno prezzando all’80% la possibilità di vedere un accordo con un 60% di una market neutralsoftBrexit. Noi non la pensiamo così, non crediamo infatti che si riesca a raggiungere realisticamente un accordo entro la scadenza di ottobre, anche se tenteranno in ogni modo, per non fare la figura di chi non è riuscito a rispettare la deadline, di consegnare un mezzo accordo che finirà per essere rigettato, una volta analizzato”.
Secondo l’analista di Swissquote “nemmeno il periodo di transizione concordato di 21 mesi che serve per rendere più concilianti gli animi e consentire un passaggio senza ostacoli da uno scenario all’altro non riuscirà a calmare le ansie da post-Brexit se la data di ottobre non verrà rispettata. Anche una qualche forma di accordo doganale per beni e servizi – prosegue – sarà difficile da raggiungere e ancora più difficile da far approvare: sia la proposta tedesca di accantonare per il momento le questioni chiave che quella britannica di posporre la decisione non sono riuscite a raccogliere i consensi sufficienti”.
Infatti, mentre i punti dirimenti della discussione sono già stati individuati, “il diavolo rimane nei dettagli e, considerando l’ostilità della Francia, pare che nessuno sia disponibile a tralasciare alcunché. Ad ogni buon conto – conclude Rosenstreich – l’incertezza che circonda la Brexit sta creando volatilità sul cambio sterlina dollaro: il consolidamento a 1.30 dovrebbe essere valutato come punto di uscita”.
