4 min
Pubblicati i risultati degli stress test: la probabilità di default per i prestiti può aumentare dell’8% nei prossimi 30 anni. “Chiari benefici dall’adozione precoce di politiche verdi”
Banche e imprese italiane e spagnole sono quelle che corrono i maggiori rischi a causa del climate change. L’alert arriva dalla Bce, che ha reso noti i risultati del suo primo stress test climatico, dal quale emerge che in Europa le aziende e gli istituti di credito hanno un’esposizione ai rischi climatici concentrata in alcuni Stati, in larga misura nel Sud, a partire dal nostro Paese. Rischi considerevoli, visto che nel caso peggiore, secondo gli esperti di Francoforte, per gli istituti Ue la probabilità di default per i prestiti aumenterà dell’8% nei prossimi 30 anni.
Climate change, Italia e Spagna più a rischio
Francoforte ha testato l’impatto del climate change su oltre quattro milioni di imprese in tutto il mondo e 1.600 banche dell’area dell’euro in tre diversi scenari di politica climatica, concludendo che “ci sono pochi Paesi dove la vulnerabilità a elevati rischi fisici è eccezionale”. Se i Paesi dell’Europa centrale e settentrionale hanno infatti una quota di aziende che producono elevate emissioni fra il 20 e il 50%, in gran parte dei casi l’esposizione ai rischi fisici legati al cambiamento climatico riguarda circa il 5% delle imprese. Per contro, nell’Europa del Sud l’esposizione al tali rischi riguarda “fra il 25 e il 100% di tutte le imprese, con Italia e Spagna che mostrano una quota sostanziale dell’esposizione complessiva” delle imprese europee.
Insomma, l’impatto del rischio climatico è concentrato in alcune regioni e settori dell’area dell’euro. In particolare, avvertono dall’Eurotower, le imprese situate nelle regioni più esposte al rischio fisico potrebbero affrontare disastri naturali molto gravi e frequenti, che a loro volta inciderebbero sul loro merito creditizio.
Il rischio climatico include sia il rischio fisico che il rischio di transizione, viene spiegato nel documento. Il primo è l’impatto economico di un previsto aumento della frequenza e dell’entità dei disastri naturali. In Europa, i rischi fisici sono distribuiti in modo non uniforme, con le regioni settentrionali più soggette a inondazioni e le regioni meridionali più esposte a stress da calore e incendi. Il rischio di transizione è invece il costo dell’introduzione di politiche per ridurre le emissioni di CO2, in particolare per alcune industrie ad alte emissioni. Ad esempio, le industrie ad alta intensità di carbonio (ad esempio nel settore minerario o della produzione di elettricità) dovrebbero sostenere costi considerevoli per ridurre le emissioni di CO2, il che aumenterebbe la loro probabilità di default nel breve e medio termine.
Dai test emerge inoltre che i vantaggi di un’azione precoce superano i costi iniziali a medio e lungo termine, anche in conseguenza di guadagni di efficienza energetica per le imprese e prezzi energetici complessivamente più bassi.
Banche, la probabilità di default per i prestiti aumenterà dell’8%
Quanto alle banche, gli istituti dell’Eurozona potrebbero essere gravemente colpiti in uno scenario in cui il cambiamento climatico non venga affrontato con sufficiente vigore. Le perdite attese sui portafogli di prestiti aziendali dovrebbero aumentare significativamente nel tempo, spinte da un rischio fisico sempre crescente, con il potenziale di diventare critiche nei prossimi 30 anni.
Nello scenario avverso di un mondo con temperature sempre più calde, nel 2050 il portafoglio medio di prestiti alle imprese di una banca dell’area dell’euro avrebbe l’8% di probabilità in più di insolvenza rispetto allo scenario di una transizione ordinata.
Per banche e imprese benefici dall’adozione precoce di politiche verdi
La soluzione è dunque evidente: adottare senza indugi politiche verdi e sostenibili che favoriscano la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio. Imprese e banche, assicurano gli analisti dell’Eurotower, beneficiano chiaramente dell’adozione precoce di politiche verdi per favorire la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio.
“Senza politiche per la transizione verso un’economia più verde, i rischi fisici aumenteranno nel tempo – ha messo in guardia il vicepresidente Bce Luis de Guindos -. Aumenteranno in modo non lineare e, a causa della natura irreversibile del cambiamento climatico, questo aumento continuerà nel tempo. E’ essenziale effettuare una transizione precoce e graduale, in modo da poter mitigare i costi sia della transizione verde che dell’impatto futuro dei disastri naturali”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.