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Per il capo della Vigilanza la capacità di supervisione dei board “non è abbastanza forte”. Villeroy: “Decisione sui dividendi a luglio”. Per Algebris gli istituti Ue hanno “molto da offrire”
Più competenza e più diversità. Aumenta pressing Bce sulle banche dell’Eurozona per quanto riguarda la composizione dei board. “Stiamo rafforzando la nostra richiesta di membri del consiglio diversificati ed esperti – ha avvertito il presidente del Consiglio di Vigilanza, Andrea Enria – che possano supervisionare efficacemente la funzione di gestione esecutiva e promuovere una cultura in base alla quale i membri del board si sfidano in modo costruttivo a vicenda su questioni che sorgeranno nel contesto della crisi Covid-19 e nel lungo termine in relazione ai rischi climatici e ambientali, sostenibilità dei modelli di business e strategie di digitalizzazione”.
“Per aiutare ad affrontare le carenze che rimangono e ad affrontare le sfide future – ha quindi spiegato – la vigilanza bancaria della Bce ha deciso di aggiornare la sua guida per ottenere valutazioni adeguate e corrette e per chiarire ulteriormente le nostre aspettative sull’idoneità dei membri del consiglio di amministrazione. Confidiamo che questa metodologia rivista offra maggiore supporto alle banche nei loro processi interni di reclutamento e nella valutazione dei membri del consiglio”.
In quest’ottica, l’economista italiano ha annunciato che in fase di esame dei cda delle banche, Francoforte dedicherà maggiore attenzione alla valutazione della loro diversità e della loro capacità’ di affrontare i rischi emergenti. “Per quanto riguarda la diversità di genere – ha precisato -, ci stiamo adoperando per garantire che i quadri nazionali esistenti e le regole interne per l’applicazione delle quote di genere siano affrontati come parte delle valutazioni di idoneità e onorabilità e della supervisione continua. Per quanto riguarda il rischio climatico, e in linea con la guida pubblicata nel novembre 2020, incoraggeremo le banche a considerare le competenze specifiche sul clima quando reclutano membri per i loro consigli di amministrazione”.
Secondo Enria la capacità di sorveglianza dei board nella maggior parte della banche “non è ancora sufficiente” e nonostante i progressi fatti, “anche se la proporzione di membri formalmente indipendenti nei cda è aumentata, sono ancora solo al 15% di gran parte dei cda”. Questo, a suo giudizio, ha indebolito la qualità del dibattito sulle decisioni esecutive prese durante la pandemia e potrebbe danneggiare la qualità delle decisioni future, non solo su tempi collegati al coronavirus come la gestione dei rischi di credito e la pianificazione del capitale, ma anche su temi più di lungo termine che determineranno a sostenibilità delle banche negli anni a venire, come il rischio climatico, la strategia di digitalizzazione e i rischi cibernetici.
Banche Ue, un buon affare tra stime alte e valutazioni scontate
Se dunque c’è un problema di rappresentanza, le banche europee restano comunque appetibili secondo molti gestori. “La stagione degli utili è ormai al termine, e si può dire che i risultati abbiano superato le aspettative”, osserva Mark Conrad, portfolio manager di Algebris, che sottolinea come nel primo trimestre del 2021, il livello di utile aggregato pre-tax degli istituti del Vecchio Continente sia stato più del triplo rispetto allo stesso trimestre del 2020 e, dato forse più impressionante, quasi il 20% in più rispetto ai primi tre mesi del 2019. Dello stesso parere anche Gilles Guibout, gestore del fondo Axa Wf Framlington Italy di Axa IM, che a proposito delle italiane parla di trimestrali migliori delle attese.
Inoltre oggi l’esponente della Bce e governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, ha annunciato che una decisione sulla possibile revoca delle restrizioni sui pagamenti dei dividendi per il quarto trimestre dovrebbe essere presa entro la fine di luglio. Stando infatti a Bloomberg, Villeroy ha spiegato di non ritenere necessario prorogare le misure a sostegno delle banche oltre il 2022 spiegando che le misure di tiering e le operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (programma di OMRLT) controbilanciano ampiamente il peso dei tassi di interesse negativi.
Tornando agli investitori, in particolare secondo l’esperto Algebris è curioso che l’indice bancario europeo rimanga a sconto rispetto al termine della stagione degli utili del primo quarto 2019. “Le banche europee hanno collettivamente battuto le aspettative sugli utili del 50% e non si tratta di un caso isolato – fa notare -, poiché segna il terzo trimestre consecutivo in cui le stime sono state battute del 45% o più. Il sell-side ha ancora molto da recuperare e guardando ai numeri aggiornati, sembra che le stime sugli accantonamenti rimarranno particolarmente caute, ma ci aspettiamo ulteriori aggiornamenti a stretto giro”.
Osservando le stime attuali, Conrad è convinto che le banche europee trattino ancora significativamente a sconto, scambiando su multipli pre-provisionali di 4,5x circa, uno sconto sano rispetto alle medie storiche, ma soprattutto la metà rispetto agli istituti statunitensi. “Stime alte e valutazioni a sconto è una combinazione tipicamente ideale per fare soldi, in più questo autunno ci aspettiamo rendimenti da dividendo più alti. In conclusione, a nostro avviso, le banche europee hanno ancora molto da offrire”, conclude.
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