Shi (UBS): “Riteniamo che ci siano ancora delle aree con interessanti prospettive di investimento e che le valutazioni abbiano raggiunto livelli interessanti”
Bin Shi, head of China equities di UBS AM
“Riteniamo che il 2019 sarà un anno decisamente più positive per l’azionario cinese”. Questo è l’assunto da cui parte l’analisi di Bin Shi, head of China equities di UBS AM sulle sfide e le opportunità del mercato azionario cinese.
“Per quanto riguarda i venti contrari – sottolinea l’esperto – vediamo qualche miglioramento nel processo di riduzione della leva finanziaria e nella forza dell’economia statunitense, mentre la guerra commerciale, il cui risultato è più difficile da prevedere, sembra aver attualmente raggiunto un momento di stallo. La Cina ha iniziato ad adottare un atteggiamento moderatamente stimolante (sia fiscale che monetario) e il governo ha promesso di dare maggiore sostegno al settore privato per bilanciare il rallentamento dell’economia. Anche l’economia statunitense – pur essendo ancora molto forte grazie ai consistenti tagli fiscali – dovrebbe rallentare, raggiungendo tassi più tendenziali per quanto riguarda la crescita del Pil. Di conseguenza, anche la forza del dollaro dovrebbe essere moderata”.
“Se da un lato l’attuale mercato azionario cinese rimane turbolento – spiega l’economista – riteniamo che ci siano ancora delle aree con interessanti opportunità di investimento e che le valutazioni abbiano raggiunto livelli interessanti”.
“Il nostro portafoglio – rileva l’analista – rimane focalizzato sulla stock selection, in particolare per quanto riguarda le società con fondamentali resistenti che offrono opportunità di valutazione. Abbiamo colto questa debolezza del mercato come un’opportunità per rafforzare la nostra posizione core high conviction, che beneficerà del percorso di crescita interna e ha solide prospettive di crescita a lungo periodo. Abbiamo anche incrementato selettivamente la nostra esposizione al settore finanziario, in quanto riteniamo che le prospettive siano migliorate”.
“A nostro avviso, i leader del settore saranno in grado di consolidare ulteriormente il mercato, in quanto i drive di crescita fondamentali restano intatti”, conclude Shi.
Botham (Schroders): “Dato che l’indice azionario generale ha perso più del 14% l'anno scorso, che quasi nessuna delle valute emergenti ha generato ritorni positivi e che l’Emerging Markets Bond Index ha perso il 5,3%, il livello di partenza per quest’anno è molto più basso”
In uno scenario di tassi bassi e inflazione sotto controllo, il credito europeo offre opportunità nonostante l’aumento della volatilità legata alle elezioni.
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