Stellantis, debutto brillante a Piazza Affari
Il colosso dell’auto corre nel primo giorno di contrattazioni a Milano e Parigi. Per Banca Akros il target price è di 17,4 euro, secondo Intesa il gruppo è sottovalutato
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Le auto usate di Stellantis ora sono una possibile occasione di investimento. La società Aramis, controllata dal colosso auto italofrancese al 60,6%, ha debuttato sull’Euronext, entrando nel gotha dei gruppi alle prese con il giudizio dei mercati. Al debutto il gruppo francese specializzato nella vendita di auto di seconda mano non ha brillato: nel primo giorno di collocamento il titolo di Aramis si è portato leggermente al di sopra del prezzo dell’Ipo, che era stato fissato a 23 euro per azione (nel limite inferiore della forchetta indicata, 23-28 euro per azione), per una valutazione complessiva di circa 1,9 miliardi di euro, per poi perdere leggermente terreno nelle sedute successive.
L’Ipo ha comunque visto la partecipazione di grandi investitori internazionali, e ha permesso di raccogliere 250 milioni di capitali dalla vendita di azioni di nuova emissione. “Il momento – commenta Massimo Gionso consigliere delegato di Cfo Sim – è favorevole per le Ipo in generale; gli operatori sono alla ricerca di nuove idee, ed i mercati sui massimi di periodo favoriscono la raccolta di capitali anche a multipli più elevati del normale. Nel caso specifico uno sconto di circa il 20% sul principale competitor quotato in Germania, Auto1, ha reso attrattiva l’operazione”.
L’intero comparto delle vendite di auto usate è da tempi in fermento. La piattaforma britannica Cazoo ha scelto recentemente di entrare nel listino di New York, con una valorizzazione complessiva stimata a 7 miliardi di dollari, avendo fatto ricorso a una Spac. A inizio anno la piattaforma Auto1 è sbarcata a Francoforte, raccogliendo 1 miliardo di euro dalla Ipo e con un valore complessivo del gruppo di 7,9 miliardi al debutto.
Nel caso specifico di Aramis, l’Ipo ha lo scopo specifico di reperire i capitali per una rapida crescita. “La nostra ambizione è diventare la piattaforma digitale preferita in Europa per acquistare un’auto usata. Quest’Ipo è un passo importante per Aramis Group, che ci consente di perseguire la nostra strategia di rapida crescita nei mercati esistenti e di condurre acquisizioni in nuovi paesi europei, come abbiamo fatto con successo dal 2017”, avevano commentato lo scorso 8 giugno Nicolas Chartier e Guillaume Paoli, co-fondatori e, rispettivamente, presidente e ceo di Aramis Group, che continueranno a essere azionisti di riferimento e a guidare la società.
Al momento della quotazione il gruppo è presente in quattro Paesi: Francia, Belgio, Spagna e Regno Unito “e continueremo a sviluppare la nostra offerta unica di auto usate ricondizionate per soddisfare la forte domanda di un mercato europeo in rapida digitalizzazione di oltre 400 miliardi di euro”, avevano aggiunto Chartier e Paoli, precisando che “con il nostro track record di crescita redditizia e la nostra piattaforma tecnologica leader, riteniamo di essere nella posizione ideale per cogliere opportunità di crescita e creare valore per i nostri futuri azionisti, i nostri clienti e il nostro team”.
Guardando ai numeri del gruppo, la società ha venduto 66 mila auto lo scorso anno e nel 2021 punta a superare la soglia di 1 miliardo di euro di fatturato, dopo avere acquistato una partecipazione di maggioranza nel sito britannico CarSupermarket.com. Contando su una crescita del mercato dell’auto d’occasione in Europa del 4,7% per anno fino al 2025, il gruppo punta a ricavi di oltre 1,25 miliardi e un margine compreso tra 2,7% e 2,9% nell’esercizio al 30 settembre 2021.
“Il potenziale di questo titolo dipenderà molto da come la società pensa di espandersi in Europa” ha spiegato Gionso. “Bene se i proventi IPO serviranno per acquisizioni mirate ed a prezzi interessanti in nuovi mercati, ma su questa società ho l’impressione che l’ottica di investimento debba essere necessariamente di lungo termine, difficile vedere grosse performance sul breve”. E in quest’ottica il momento per un ingresso sul titolo potrebbe essere favorevole, visto che a una settimana dalla quotazione, il prezzo è sceso di 1 euro sotto quello del debutto.
Quanto alla controllante Stellantis, per Bestinver Securities l’impatto sarà positivo: “Ricordiamo che il secondo trimestre dovrebbe essere il trimestre più colpito dalla carenza di chip, che dovrebbe incidere sui volumi di Stellantis di oltre il 20%”, ha avvertito Bestinver. “I margini dovrebbero, tuttavia, beneficiare di un miglior mix sia in termini di canali sia di prodotti e di minori sconti promozionali sui prezzi di vendita”. Più scettico Gionso: “non vedo un grosso impatto sui conti di Stellantis. Aramis è un giusto corollario alla attività principale, una piattaforma quasi indispensabile per gestire il business auto a 360 gradi. Si tratta però di un business povero che a fronte di volumi decisamente elevati (circa 1,5 miliardi di fatturato) genera un Ebitda che non supera il 3%. Quindi complementarietà indispensabile ma a basso valore aggiunto”.
Nel frattempo Equita ha alzato il target sulla controllante Stellantis da 20 a 20,4 euro confermando il giudizio Buy, anche alla luce della quotazione di Aramis. Anche Exane Bnp Paribas ha alzato il target price da 21 a 24 euro e mantenendo il giudizio su Outperform, e Oddo ha dato giudizio Buy con fair value a 23 euro.
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