Auto e moto, la pole position è tutta green
Idrogeno ed elettrico al centro delle nuove strategie. Berta (Bocconi): “Nasceranno intese e nuove collaborazioni. Ben posizionate Tesla, Toyota, Hyundai, Gm, Volkswagen e Peugeot”
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Prende il via tra i fuochi d’artificio l’era di Stellantis a Piazza Affari, il colosso dell’automotive nato dalla fusione per incorporazione di Peugeot in Fiat Chrysler Automobiles. Il titolo di quello che è il quarto costruttore di auto al mondo con 8,1 milioni di veicoli venduti, oltre 180 miliardi di euro di fatturato, 400mila dipendenti e sinergie per 5 miliardi di euro, vola nel primo giorni di contrattazioni a Milano dove, dopo avere aperto a 12,758 euro, si è subito piazzato in testa all’Ftse Mib superando quota 13 euro: a fine seduta segna +7,57% a 13,52 euro. Esordio positivo anche a Parigi, mentre per il responso degli investitori americani si dovrà attendere la seduta di martedì.
“Oggi nasce Stellantis. Siamo molto orgogliosi della quotazione su Borsa Italiana e ringraziamo calorosamente i nostri azionisti e investitori istituzionali che hanno reso possibile questo importante momento, supportando la fusione con oltre il 99% dei voti da entrambi i lati. Da oggi in poi, faremo leva sui vantaggi di questa fusione da 25 miliardi di euro per perseguire una forte performance e aumentare ulteriormente il valore per gli azionisti sulla base di vantaggi competitivi senza pari”, ha promesso il ceo, Carlos Tavares, che insieme al presidente, John Elkann, ha suonato la campanella di inizio contrattazioni, uno a Parigi l’altro a Milano, nel corso di una cerimonia virtuale a causa del Covid.
“Possediamo le dimensioni, le risorse, la diversità e il know-how necessari per cogliere con successo le opportunità offerte dalla nuova era dei trasporti – ha aggiunto Elkann -. La nostra aspirazione è quella di costruire qualcosa di unico e di grande offrendo ai nostri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili. Siamo convinti che il prossimo decennio porterà a una ridefinizione della mobilità come la conosciamo oggi, ed è proprio per questo motivo che abbiamo creato Stellantis”.
“E’ con emozione e orgoglio che diamo oggi il benvenuto in Borsa Italiana al nuovo gruppo Stellantis. L’unione tra Fca e Psa rappresenta un altro passo importante nel percorso secolare disegnato dalla famiglia Agnelli in grado di rispondere alle sfide globali del settore automobilistico – ha sottolineato Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana -. Borsa Italiana ha avuto il privilegio di celebrare altre tappe significative di Fca, e prima ancora di Fiat: dallo spin-off di Fiat Industrial, alla creazione di Fca, fino al più recentemente spin-off di Ferrari. Siamo felici di vedere il gruppo continuare a crescere, da azienda italiana a global player internazionale”.
Cerimonia a parte, il colosso dell’auto è già in azione. Il ceo ha infatti accettato la richiesta di incontro dei sindacati italiani. L’appuntamento è in programma mercoledì, il giorno successivo alla quotazione sul Nyse. “Il fatto che Carlos Tavares abbia accettato di incontrarci a pochissimi giorni dalla fusione fra Fca e Psa quindi della nascita di Stellantis – hanno spiegato Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm – è un segnale molto positivo di disponibilità al dialogo e al confronto, nonché una prova di attenzione per l’Italia e per i lavoratori. Gli chiederemo quali sono la sua visione per il futuro e la sua strategia per l’integrazione, naturalmente con particolare riguardo all’Italia. Con il suo operato Tavares ha guadagnato la fama di uno dei più grandi dirigenti del settore automotive. Confidiamo che la sua capacità saprà guidare il nuovo gruppo a vincere la sfida della elettrificazione e della guida autonoma, a superare le criticità della fase di emergenza in corso, per far diventare Stellantis una delle protagoniste globali della mobilità del futuro”.
“Fca ci ha già dichiarato in questi mesi che la fusione con Psa non provocherà chiusure né esuberi, ci aspettiamo dunque una conferma di questa affermazione di principio – hanno concluso i due sindacalisti -. Ma sappiamo che qualsiasi fusione presenta oltre alle opportunità anche dei rischi, per la naturale tendenza a sviluppare sinergie e a eliminare sovrapposizioni”.
Buono il giudizio degli esperti sul colosso franco-italiano. Secondo gli analisti Intesa Sanpaolo, l’attenzione del mercato si concentrerà “sulle prestazioni economiche e finanziarie del gruppo e sulla sua capacità di pagare il dividendo da 1 mld euro relativo al 2020 come indicato nei termini della fusione”. Per gli esperti, il gruppo presenterà un piano industriale dettagliato entro la fine del primo semestre/inizio terzo trimestre 2021. Per quanto riguarda la valutazione, la stima è che “il mercato inizierà a scontare le sinergie di Stellantis in una seconda fase, quando il loro impatto inizierà ad essere visibile, ovvero dal secondo semestre 2021 e soprattutto dal 2022”. Tuttavia, anche escludendo le sinergie, per gli esperti Stellantis è “sottovalutata su tutte le metriche rispetto ai suoi peers più diretti”.
Banca Akros individua per Stellantis un target price di 17,4 euro, che riflette il prezzo obiettivo che gli stessi esperti avevano su Fca con un tasso di conversione 1 a 1. Il rating resta buy.
Kepler Cheuvreux ha invece alzato il prezzo obiettivo su Exor da 70 a 76 euro, confermando la raccomandazione buy. Gli esperti hanno “aggiornato la valutazione per tener conto del dividendo da Fca e della recente performance di asset chiave”. Con la creazione di Stellantis e il dividendo straordinario da 0,8 mld euro il leverage di Exor scende e c’è potenziale ulteriore per nuovi investimenti, secondo gli analisti.
Tornando ai numeri, Exor, in virtù della fusione, possiede 449.410.092 azioni comuni di Stellantis, corrispondenti al 14,4% del proprio capitale circolante. Da un punto di vista contabile la cassaforte degli Agnelli si considererà influenza significativa su Stellantis. A seguito della fusione, la holding rimuoverà le attività e passività ex Fca contabilizzate secondo il metodo del consolidamento integrale, registrerà invece l’investimento in Stellantis secondo il metodo del patrimonio netto, con una valutazione iniziale al fair value, completando la ripartizione del prezzo di acquisto entro un anno dalla data di chiusura della fusione. Gli effetti preliminari delle implicazioni contabili, al momento non ancora quantificabili, saranno riportati nel conto economico consolidato semestrale abbreviato di Exor al 30 giugno e infine rettificati mediante il completamento del prezzo di acquisto processo di assegnazione.
Intanto la governance di Stellantis è entrata in vigore. Il Cda è composto da due amministratori esecutivi, John Elkann (presidente) e Carlos Tavares (ceo), e nove amministratori non esecutivi: Robert Peugeot (Vice Presidente), Henri de Castries (Senior Independent Director, in qualità di Voorzitter ai sensi della legge olandese), Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupèry e Kevin Scott.
Il Cda ha nominato un Audit Committee, un Remuneration Committee e un Governance Committee, così composti. Audit Committee: Ann Godbehere (chairperson), Wan Ling Martello and Henri De Castries. Remuneration Committee: Wan Ling Martello (chairperson), Andrea Agnelli, Henri De Castries, Fiona Cicconi and Robert Peugeot. Governance and Sustainability Committee: Henri De Castries (chairperson), Andrea Agnelli, Fiona Cicconi, Nicolas Dufourcq and Kevin Scott.
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