Fisco, consulenti e commercialisti al governo: “Partire dall’Irpef guardando al modello tedesco”
Gli esperti chiedono di equiparare la pressione fiscale tra le partite Iva e i dipendenti. Tasse sul patrimonio? “No, grazie”
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La sostenibilità si allarga anche alla fiscalità aziendale. Fare impresa in modo sostenibile e responsabile passa, infatti, anche da un’equa contribuzione fiscale. Questo è quanto sostiene il gruppo internazionale B Team, nato nel 2018 per promuovere questi principi in senso alle aziende. Un team composto da diversi esponenti di spicco come il Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, che ha tra i co-fondatori figure di spicco del business mondiale come l’imprenditore Richard Branson, patron della Virgin, o la guru dei media americani Arianna Huffington. Alla base della loro idea, una sorta di manifesto programmatico per definire le migliori pratiche in sette aree chiave della fiscalità, dalla governance aziendale ai rapporti con le autorità e con tutti gli stakeholders, a sostegno di comportamenti improntati alla trasparenza.
Il tutto, si legge tra gli obiettivi del gruppo, in linea con l’idea di “un’economia inclusiva che coincide pienamente con gli obiettivi 2030 stabiliti dalle Nazioni Unite negli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. A tal proposito il B Team scrive così sul proprio sito: “Stiamo lavorando per ridefinire la cultura della responsabilità negli affari, per le nostre aziende, comunità e generazioni future, creando e applicando a cascata nuove norme di leadership aziendale che possono costruire un mondo migliore”.
In Italia, la prima azienda a fare il grande passo è stata Enel, multinazionale dell’energia che opera nel mondo (31 Paesi), con una consolidata presenza in Sud America. “I B Team Responsible Tax Principles – spiega a FocusRisparmio il cfo Alberto De Paoli – rappresentano il riferimento più avanzato a livello globale dei principi di corretta, responsabile e sostenibile gestione della fiscalità. Enel ha intrapreso ormai da diversi anni un percorso orientato all’applicazione di pratiche fiscali aziendali responsabili in tutti i Paesi in cui opera, definendo in maniera chiara e pubblica la propria Strategia Fiscale e rendendo conto in maniera trasparente delle imposte pagate in ciascun singolo paese. L’adesione ai Principi B Team con i quali siamo molto allineati era un passaggio quasi naturale”.
L’evoluzione di un percorso avviato e nel quale la trasparenza gioca un ruolo centrale. “Dal nostro punto di vista – spiega il cfo – la trasparenza in ambito fiscale è un concetto chiave da due punti di vista: trasparenza verso le agenzie delle entrate dei vari Paesi cercando di chiarire ex ante con il confronto diretto la corretta interpretazione di norme spesso molto complesse e trasparenza verso tutti gli “stakeholders” in merito alle imposte pagate in ciascun paese al fine di consentire un controllo pubblico sulle pratiche fiscali adottate. Questa attitudine trasparente ed aperta al confronto contribuisce sicuramente a rendere verificabile l’impegno nei confronti della collettività a contribuire attraverso il pagamento delle imposte allo sviluppo delle comunità in cui operiamo”.
Alla base di questo concetto c’è un nuovo modo di fare impresa condiviso anche da altre società. Più di 3500 aziende hanno aderito al movimento in 70 Paesi.
“In linea con il nuovo concetto di stakeholder capitalism che indirizza le nostre azioni, siamo convinti che le imprese, oggi più che mai, debbano svolgere un ruolo rilevante contribuendo al progresso economico, sociale e sostenibile dei Paesi in cui sono presenti. Questo contributo, oltre agli investimenti generati, alle opportunità di lavoro e ad una crescita adeguata a lungo termine, è anche legato direttamente ad un’equa contribuzione fiscale”, conclude De Paoli.
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