Piano Industria 4.0? Micro e piccole imprese non lo conoscono
Barberis (ExpoTraining): “E’ urgente una versione Junior del Piano Industria 4.0 per le micro imprese”
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Non esistono solo i Faang, i colossi tecnologici statunitensi: anche l’Europa dice la sua in tema IT, dato che ospita molte aziende leader nei rispettivi settori, anche se spesso le società del Vecchio Continente appaiono in secondo piano rispetto alle controparti Usa. Per esempio, sette delle 11 maggiori società di software industriali del mondo sono europee ed è proprio in Europa che viene generato il 50% dei ricavi globali del settore. Per questo motivo, secondo JP Morgan PB, l’Europa costituisce una terra di interessanti opportunità per gli investitori che vogliono puntare sull’innovazione, soprattutto nei settori che coniugano industria e tecnologia.
“Molti investitori hanno un’esposizione limitata alle società tecnologiche europee dato che questo settore è poco rappresentato negli indici azionari sia globali sia domestici, in particolare in quelli delle società a maggiore capitalizzazione. Tuttavia, se espandiamo l’universo a diversi settori e cerchiamo imprese che utilizzano la tecnologia per stimolare la crescita, troviamo molte opportunità in Europa”, commenta David Stubbs, head of client investment strategy Emea di JP Morgan Private Bank. Stubbs ritiene che siano in particolare due le aree di interesse in cui tecnologia e industria si incontrano, la cosiddetta “Industria 4.0” e le automobili di prossima generazione.
L’Industria 4.0, la parte dell’Internet of Things (IoT) che si concentra sulla produzione, dovrebbe crescere del 22% annuo e raggiungere un valore di 287 miliardi di euro nel 2020. L’Europa rappresenta più di un terzo degli investimenti globali in questo settore e le iniziative europee stanno agevolando gli sviluppi dell’Industria 4.0 e riducendo le barriere all’entrata. “Molte di queste nuove tecnologie di Industria 4.0 stanno diventando rapidamente standard industriali, analogamente a quanto accaduto con il cloud computing. Questa crescita è alimentata da diversi catalizzatori: nuove tecnologie per le Pmi, standard europei, politiche per lo sviluppo di nuove tecnologie e ammodernamento dell’industria in vista dei cambiamenti demografici”, argomenta Stubbs, convinto che l’adozione di tali tecnologie in Europa sia sul punto di accelerare.
Molti Paesi sono già all’avanguardia nell’Industria 4.0, tra cui Germania, Irlanda, Svezia e Austria. Ma altri cresceranno in questo ambito, anche a causa “dell’incombente carenza di manodopera nella maggior parte dei Paesi europei, soprattutto nella Repubblica Ceca, in Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Lituania”, aggiunge l’esperto. E poi c’è il processo di transizione verso le auto di nuova generazione, che secondo JP Morgan Private Bank vede l’Europa ben posizionata per trarre vantaggio da questa tendenza.
“Il motore a combustione interna è in declino a livello globale e dovrebbe essere diffusamente sostituito da veicoli elettrici nei prossimi due decenni, dal momento che le principali case automobilistiche europee stanno già investendo nell’elettrificazione delle proprie flotte. I dati indicano che la domanda globale di questi veicoli dovrebbe aumentare a un tasso di crescita annuo composto del 23% tra il 2020 e il 2025”, sottolinea Stubbs.
