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Berkshire Hathaway tiene fede alle attese e sale nel capitale di Occidental Petroleum, una società che fino a poco tempo fa languiva in Borsa appesantita da una montagna di debiti e da una strategia poco lungimirante
Warren Buffett si butta sul petrolio e dopo aver ottenuto il via libera delle autorità per salire al 50% (ma potrebbe non fermarsi a quella quota) di Occidental Petroleum ha dato il via alla vera e propria scalata. Secondo gli ultimi documenti ufficiali disponibili, Berkshire Hathaway è ora al 26,8% di una compagnia che prima del suo interesse languiva in Borsa galleggiando sui minimi. Una decisione che ha innescato molti interrogativi, spingendo i più audaci addirittura a ipotizzare che forse stavolta il magnate abbia sbagliato mossa, puntando contro il megatrend più potente del momento, cioè la sostenibilità. Una lettura che, tuttavia, appare alquanto riduttiva.
Quando il più celebre dei guru finanziari ha iniziato ad accumulare posizioni in Occidental Petroleum, anche nota come Oxy, i commentatori si sono scatenati, interrogandosi sul perché di una mossa del genere, nel momento in cui è in corso un processo di riposizionamento sulle energie pulite e gli investimenti si concentrano sulle attività più sostenibili. La risposta di Buffett non si è fatta attendere, con argomentazioni che avevano recuperato le teorie di John Maynard Keynes, e suggerito che Wall Street appare più come una sala scommesse che un posto in cui si prendono decisioni razionali. E non è finita lì.
In estate, Berkshire Hathaway aveva, come detto, chiesto e ottenuto l’autorizzazione per salire al 50% di Oxy. Alimentando, ça va sans dire, le speculazioni sull’ipotesi che Buffett fosse decisoad acquisire l’intera società. L’uomo noto come “Oracolo di Omaha” afferma di avere iniziato ad acquistare le azioni dopo aver letto la relazione annuale di Occidental e aver acquisito fiducia nella crescita della società e nella sua leadership. “Ciò che diceva Vicki Hollub (la Ceo di Oxy, ndr) aveva assolutamente senso. E ho deciso che la società era un buon posto dove mettere i soldi di Berkshire”, ha detto Buffett durante l’assemblea annuale di Berkshire in aprile.
Considerata la venerazione di cui gode Buffett tra gli investitori, il suo interesse per la società petrolifera non è stato privo di effetti. Occidental è stato il titolo che ha registrato la migliore performance nell’S&P 500 (da inizio anno è salito di oltre il 110%, a fronte di un calo del benchmark del 18,5%), anche sulla scia dell’aumento dei prezzi del petrolio. Inoltre, l’azione è diventata uno dei titoli retail preferiti quest’anno, secondo i dati di VandaTrack.
Ma cosa spiega l’amore di Buffett per una società petrolifera nell’era in cui tutti parlano di rinnovabili? Intanto, nonostante le recenti incursioni nel tech e in titoli con elevate prospettiva di crescita, la predilezione del tycoon per i titoli della old economy è ben nota. Le sussidiarie di Berkshire Hathaway spesso controllano impianti energetici a carbone, compagnie ferroviarie con treni diesel, e società petrolifere. Inoltre, Buffett è un investitore con un approccio fortemente orientato al value investing, ed è conseguentemente spesso ingolosito da società a prezzi stracciati: ed era proprio questa la situazione in cui si trovava Oxy prima che l’interesse di Berkshire Hathaway non attirasse l’attenzione del mercato.
Occidental Petroleum, infatti, era reduce da una stagione disastrosa, dopo un’acquisizione a prezzi troppo elevati (la rivale Anadarko, comprata per 55 miliardi di dollari nel 2019, poco prima che scoppiasse la pandemia). È stato in questo periodo che Buffett ha iniziato a comprare. Il titolo aveva ripiegato su un valore di poco superiore ai 10 dollari a marzo 2020, rispetto agli oltre 80 dollari di valore pre-acquisizione, e il successivo rimbalzo dei mercati non aveva risollevato granché la situazione. Alla fine dell’anno, con la società in condizioni non facili – pesantemente indebitata, e pesantemente esposta sul petrolio nel momento in cui le altre società oil avevano già avviato con vigore la diversificazione in rinnovabili – il titolo era risalito appena di 7 dollari.
Ma certamente c’è un argomento piuttosto convincente a favore della decisione di Buffett: l’inflazione sembra essere il vero megatrend del momento, al punto da oscurare perfino l’inarrestabile marcia verso la sostenibilità (come sembrano dimostrare i passi indietro fatti dagli stati per assicurare l’indipendenza energetica dalla Russia, arrivando addirittura alla riapertura delle centrali a carbone. In questo quadro, il petrolio appare interessante in funzione di copertura dall’inflazione. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la mancanza di investimenti in nuovi giacimenti petroliferi negli ultimi cinque anni hanno sferrato un colpo durissimo alle forniture, mentre in parallelo la domanda di combustibili fossili rimasta forte, nonostante gli impegni dei governi per la promozione dell’energia pulita.
Così, Berkshire Hathaway ha iniziato ad accumulare azioni di Oxy quando queste ultime non valevano niente, e adesso si trova con una società in pieno rally, sostenuta non solo dai prezzi del petrolio ma anche dalle dichiarazioni dello stesso Buffett. E forse è proprio quello il gioco del guru di Omaha: grazie alla sua fama da “re Mida”, ogni volta che il mercato scopre di un suo interesse per un titolo si scatena una corsa all’acquisto, facendo sì che ogni cosa che tocchi, alla fine, si. trasformi effettivamente in oro.
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