Fedele alla sua passione per i nomi della old economy (che non gli ha però impedito di costruire posizioni di tutto rispetto anche in aziende innovative), Warren Buffett ora muove con impeto sulle azioni di Occidental Petroleum. Berkshire Hathaway ha comprato moltissimi titoli della compagnia petrolifera nelle ultime settimane: in nove sessioni di trading dal 5 giugno in poi ha comprato azioni di Petroleum ogni giorno – un totale di 7,3 milioni di titoli con prezzo di carico intorno a 60 dollari – portando la sua partecipazione al 28,8%, secondo i filing di Borsa. In totale il conglomerato con sede a Omaha, in Nebraska, oggi è il primo azionista di Occidental, con un portafoglio di oltre 255 milioni di azioni ordinarie della società. Inoltre, Berkshire possiede anche 10 miliardi di azioni privilegiate di Occidental e ha warrant per acquistare altre 83,9 milioni di azioni ordinarie per un valore di 5 miliardi. I warrant sono stati ottenuti come parte dell’accordo del 2019 che ha aiutato a finanziare l’acquisto di Anadarko Petroleum da parte di Occidental.
Buffett ha sempre detto di non essere interessato a prendere il controllo completo della compagnia petrolifera, sebbene in passato fossero circolate speculazioni su una vera e propria acquisizione dopo che Berkshire aveva ricevuto l’approvazione normativa per acquistare fino al 50% delle azioni.
Se le partecipazioni di Buffett nell’oil crescono, quelle nei settori più innovativi vengono limate. Recentemente, Berkshire ha ridotto la sua quota nel produttore cinese di veicoli elettrici BYD al 6,9%. La società era entrata nell’orbita di Buffett in virtù di un generale interesse per il settore della mobilità elettrica e per l’energia pulita. Le vendite delle azioni di BYD erano iniziate già nel 2022, ma Buffett ha deciso poi di accelerare alla luce delle tensioni sul settore dei veicoli elettrici tra mondo occidentale e Cina. Il gigante asiatico è una forza motrice nel settore globale dei veicoli elettrici grazie a una politica industriale particolarmente favorevole, al punto che di recente l’Unione Europea ha approvato nuovi dazi contro gli EV importati dalla Cina, che ricevendo un forte appoggio da Pechino sono in grado di sbaragliare la concorrenza dei produttori europei.
Non solo. La holding ha anche ridotto l’esposizione a quella che era una delle sue partecipazioni più pregiate in portafoglio (nonché la più consistente, fino a qualche tempo fa), cioè Apple. Nel report sui risultati del primo trimestre era emerso infatti che Berkshire possedeva una partecipazione nell’azienda di Cupertino dal valore di 135,4 miliardi di dollari, che ai valori di mercato indicava quindi in concreto una quota di 790 milioni di azioni. Un numero che indica un alleggerimento della posizione di ben il 13%. Nel trimestre precedente, la holding aveva già venduto circa 10 milioni di azioni, intorno all’1% della partecipazione di portafoglio all’epoca.
In assemblea, Buffett aveva spiegato agli azionisti che la vendita di azioni Apple era dovuta a ragioni fiscali, per evitare un dispendio di tasse eccessivo legato alle elevate plusvalenze conseguite. “Penso che non vi dispiacerà che abbiamo venduto un po’ di azioni Apple quest’anno”, aveva detto Buffett. Il guru di Omaha aveva anche detto che Apple sarebbe stata ancora la più grande partecipazione della sua holding. Ma evidentemente, visto il sorpasso di Occidental su Apple, nel frattempo ha cambiato idea.
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