Guerra commerciale, Trump cerca nell’Europa un alleato contro la Cina
Questo è l'obiettivo di Washington dopo il vertice tra Trump e Junker. Intanto il Pil Usa vola
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“La stagione degli utili statunitense è iniziata energicamente, con il 90% delle società che finora ha riportato risultati oltre le attese”. Lo rileva Patrick Moonen, Principal Strategist Multi Asset di NN Investment Partners. “Gli utili – prosegue Moonen – sono cresciuti del 25% e hanno battuto le aspettative in media del 5,2, anche se questo dato è basato su meno del 20% dei report di tutte le aziende”.
Per quanto riguarda l’Europa “il quadro è stato meno impressionante a seguito dei report di circa un quinto delle società. La variazione media delle vendite è stata nulla mentre quella degli utili è stata negativa per circa il 4%, il dato più debole da due anni. Solo il 44% delle aziende ha battuto le proprie stime sugli utili”.
“Negli Stati Uniti – spiega l’analista – i driver positivi sono una forte crescita interna (in rialzo del 4%), il dollaro più basso e l’incremento del 47% rispetto al secondo trimestre 2017 del prezzo medio del petrolio, che ha contribuito a un aumento del 29% delle vendite nel settore energetico”.
“Il secondo trimestre – prevede il Principal Strategist Multi Asset di NN Investment Partners – rappresenterà probabilmente il picco in termini di crescita assoluta degli utili. Nel terzo trimestre, il vento favorevole proveniente dal dollaro più debole si affievolirà e anche la comparazione trimestrale con i prezzi dei metalli industriali diventerà meno favorevole. Tuttavia – conclude Moonen – è incoraggiante che davvero poche società finora abbiano riportato un impatto negativo sulle proprie attività dalle tariffe commerciali”.
