Trezzi (Nuveen): “Ottimizzare l’impatto degli investimenti con il private equity e i real asset”
10 settembre 2021
di Redazione
5 min
La società ha sviluppato un processo per fornire indicatori efficaci per la misurazione dell’impatto degli investimenti. Un modello applicato al “general account” di TIAA (Fondo pensione degli Insegnanti Americani) e ai portafogli privati
Sergio Trezzi, managing director di Nuveen
“Le aspettative sul comportamento degli investitori stanno evolvendo. Le società di tutto il mondo stanno affrontando le sfide del cambiamento climatico, una pandemia globale, sconvolgimenti sociali e in alcuni casi situazioni di instabilità, e agli investitori viene chiesto di adottare una visione del rischio molto più ampia rispetto a quella su cui si basano attualmente molti modelli di investimento tradizionali”, esordisce Sergio Trezzi, managing director di Nuveen. Sfide di questa portata richiedono un approccio agli investimenti più ampio, che tenga conto dell’economia reale.
Sull’impact investing, Nuveen ha sviluppato un processo articolato in cinque passaggi, che tiene in considerazione gli impatti sia positivi che negativi di qualsiasi tipo di investimento o portafoglio, spiega Trezzi.
Definire l’impatto
“Il primo passo è selezionare un quadro di riferimento che aiuti a definire il tipo di impatto o di risultato che gli investitori intendono generare o evitare. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e la Tassonomia della finanza sostenibile dell’Ue sono riferimenti comunemente utilizzati da investitori e imprese”, indica Trezzi, sottolineando che entrambi identificano obiettivi di impatto prioritari rispetto ad un ampio spettro di temi ambientali e sociali e definiscono indicatori o criteri per aiutare a misurare i progressi fatti per il loro raggiungimento. Tali indicatori sono utili anche per definire categorie con un impatto potenzialmente negativo o indesiderato, in linea “con gli approcci più tradizionali di esclusione o integrazione dei fattori Esg negli investimenti, che si concentrano sulla mitigazione dei rischi non finanziari che possono essere rilevanti per la performance” dell’investimento.
Misurare l’impatto
Il passo successivo riguarda la misurazione dell’impatto. “All’interno di un dato quadro di riferimento, gli indicatori chiave di performance (KPI) aiutano a misurare l’impatto positivo o negativo e il progresso verso il raggiungimento di obiettivi sociali o ambientali. Nel caso delle emissioni di carbonio, le tonnellate di CO2 per anno sono un indicatore utilizzato frequentemente per valutare l’impatto sul clima, così come l’intensità media di carbonio”, argomenta il manager. Anche la Tassonomia Ue e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite offrono dei KPI per il monitoraggio della performance, e gli investitori possono scegliere di utilizzare questi e altri indicatori forniti da organizzazioni di settore, come l’IRIS+ del GIIN, prosegue Trezzi, aggiungendo che, nel caso in cui non siano disponibili dati sulle performance di impatto, può essere utile servirsi di proxy adeguati , di natura più qualitativa, quali la presenza o l’assenza di una politica climatica o un rating Esg.
Gestire l’impatto della gamma di investimenti responsabili
Il terzo passaggio è quello che riguarda la gestione dell’impatto nella gamma degli investimenti responsabili, e in particolare la definizione degli approcci dei team di investimento, che è utile anche per mitigare gli impatti negativi e migliorare quelli positivi.
“L’approccio tradizionale dell’investimento responsabile inizia con esclusioni in base ai fattori Esg (ambientali, sociali e di governance) e finisce con l’impact investing– ricorda Trezzi – ma un sistema di indicatori più evoluto, che Nuveen ha adattato per il suo sistema di valutazione dell’impatto netto, è l’approccio A-B-C dell’Impact Management Project (IMP) per la classificazione del contributo di una società”. A sta per Agire per evitare danni, B sta per portare Benefici ai portatori di interesse (persone e pianeta compresi) e C sta per Contribuire a trovare soluzioni. “L’applicazione originaria di questo approccio è intesa per un investimento specifico, ma è possibile elevarlo a livello di strategia o di portafoglio”, commenta Trezzi, spiegando che a tale scopo Nuveen definisce i portafogli che integrano i fattori Esg (secondo la definizione dei Principi per l’Investimento Responsabile Onu) come quelli in grado di evitare danni o di portare benefici alle parti interessate, e le strategie o i portafogli proposti sotto il cappello dell’impact investing (secondo la definizione del GIIN e dei Principi Operativi per la Gestione dell’Impatto) come quelli che contribuiscono a trovare soluzioni.
“Gestire in modo da ottenere un impatto è diverso da misurare l’impatto. Non è importante la portata dell’impatto creato o evitato. Ciò che conta è il modo in cui l’impatto è integrato e gestito nel processo di investimento e in che misura viene sistematicamente preso in considerazione insieme ad altri fattori fondamentali”, sottolinea il managing director di Nuveen.
Valutare l’impatto
Successivamente, c’è la misurazione dell’impatto. In tal senso, è raccomandabile utilizzare un approccio che preveda l’assegnazione di un punteggio, “in particolar modo quando l’impatto si articola tra dimensione sociale e ambientale o tra i vari Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”. Questo consente agli investitori di considerare insieme fattori esterni potenzialmente positivi e negativi e confrontare gli investimenti in diversi settori, strategie e asset class, anche su investimenti senza specifici obiettivi di impatto.
Per la strategia di global impact per il proprio portafoglio di asset reali (come terreni agricoli, terreni da legname, attività agricole, infrastrutture e strategie d’investimento nell’energia eolica e solare), Nuveen applica un approccio che si basa sull’assegnazione di un punteggio, “che serve come strumento di gestione per confrontare gli investimenti in base agli effetti netti sulle persone e sul pianeta, e per capire quanto siano in linea con gli obiettivi delle Nazioni Unite”.
Gli investimenti sono valutati in base al potenziale allineamento positivo o negativo con ognuno dei primi 15 Obiettivi, con un punteggio più o meno alto a seconda che l’impatto sia gestito intenzionalmente (impact investing) o come esternalità non intenzionale (integrazione di fattori Esg), e il punteggio viene aggiornato ogni anno per dare conto dei progressi. Mentre molti approcci di classificazione in base agli Obiettivi Onu si concentrano su direzionalità o allineamento, “il punteggio di impatto netto di Nuveen incorpora l’intenzionalità, attribuendo punteggi più elevati agli obiettivi con pratiche di gestione più intenzionali e con evidenze dell’impatto ottenuto”.
Ottimizzare l’impatto sui diversi portafogli
Il quinto e ultimo passo riguarda l’ottimizzazione dell’impatto su diversi portafogli. “Un quadro di riferimento per l’ottimizzazione del portafoglio può aiutare gli investitori a capire il rapporto tra rischio, rendimento e impatto nei diversi tipi di investimento, e può essere applicato anche al portafoglio nel suo insieme. Per indirizzare l’analisi, Nuveen ha applicato l’approccio Impact su un sottogruppo di portafogli di real asset privati. Impact Frontiers, un’iniziativa dell’Impact Management Project, è un progetto collaborativo di apprendimento e innovazione per gli investitori, volto a promuovere l’integrazione dell’impatto nei modelli, nelle procedure e nei processi decisionali in ambito finanziario”, e che“adatta il modello standard della varianza media del portafoglio per consentire l’integrazione dell’impatto. Può essere il caso di un unico indicatore, quale l’intensità di carbonio, o una valutazione di un aggregato di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come la valutazione dell’impatto netto di Nuveen.
“Il modello di ottimizzazione del portafoglio d’impatto ci consente di valutare il rapporto tra rischio, rendimento e impatto per ogni opportunità d’investimento, e anche di capire come massimizzare i rendimenti ponderati al rischio insieme all’impatto. L’Impact può essere valutato utilizzando un unico indicatore quale l’intensità di carbonio o un approccio aggregante come il net impact score”.
Questo modello, che mira a offrire indicatori significativi per la valutazione dell’impatto, può essere utilizzato per ampi portafogli e progetti di investimento su misura, e in una gamma di asset privati, alternativi e quotati, argomenta Trezzi.
“La capacità di misurare, gestire e registrare i cambiamenti che gli investitori istituzionali desiderano sarà fondamentale per la buona riuscita degli investimenti in un contesto che, sempre di più, richiede trasparenza e affidabilità. Questi strumenti migliorano la qualità del processo decisionale, e aiutano gli investitori a identificare le opportunità e a mettere a confronto i possibili risultati, e possonocontribuire anche a migliorare la comunicazione tra gli investitori, i loro clienti e le società in cui investono”, conclude.
Il manager racconta il processo di selezione per le soluzioni multi-manager e co-investimenti e spiega l’evoluzione dell’asset allocation strategica e tattica dei portafogli
Secondo Bill Kelly, CEO di CAIA, Associazione degli analisti di investimenti alternativi, educazione finanziaria e innovazione devono accelerare perché tutte le tipologie di investitori abbiano le stesse opportunità in un contesto estremamente sfidante.
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