Si attende un programma di durata quadriennale, ma con accesso anche a società finanziarie e con l’immobiliare tra i target. Il possibile rimborso anticipato porterebbe lo spread Btp-Bund a 250
Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim
Cresce l’attesa per la riunione della Bce da cui potrebbe arrivare l’annuncio di una nuova operazione Tltro. Il prossimo 7 marzo, Mario Draghi potrebbe dare seguito alla sua promessa di sostenere ancora i mercati, dopo averli rassicurati anche sul fronte del reinvestimento di tutti i debiti in scadenza del Qe. Non è del tutto scontato che l’annuncio arrivi e diversi analisti propendono per un differimento alla riunione del 10 aprile; tuttavia è altamente probabile che qualcosa trapeli.
“Al momento, rimaniamo a favore dell’ipotesi di un’operazione che potrebbe essere lanciata giovedì a grandi linee – dice a Focus Risparmio Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte Sim – definita nei dettagli operativi il 10 aprile, con partenza effettiva a giugno, alla stregua di quanto accadde per la Tltro 2 lanciata il 10 marzo 2016. Il comunicato potrebbe di fatto ricalcare quello del 10 marzo 2016, sebbene con alcune modifiche”.
Secondo Intermonte, dunque, il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine per le banche potrebbe avere, come nell’edizione precedente, durata di quattro anni, con alcuni elementi di novità: “I titoli potrebbero essere accessibili anche da parte di società finanziarie partecipate da banche – spiega lo strategist – mentre il tasso fisso pari al Refi (tasso refinancing, è il tasso per le operazioni di rifinanziamento delle banche europee, ndr) più lo spread al momento dell’emissione, potrebbe essere decrescente fino a zero, in proporzione a quanto gli impieghi target superino un determinato benchmark. Ancora, potrebbe essere incluso, tra i settori target, l’immobiliare, sebbene con determinati livelli di loan-to-value, e potrebbe essere previsto il rimborso anticipato”.
Proprio in questi elementi di novità si trovano i driver di possibili effetti sui mercati. “L’accesso anche a società finanziarie appartenenti a gruppi bancari potrebbe consentire un maggiore flusso verso il comparto del credito al consumo, a vantaggio di settori come l’automotive – spiega Cesarano – Allo stesso tempo, l’eventuale inclusione dell’immobiliare tra quelli target potrebbe andare a benefico di quel comparto”.
Tuttavia i mercati sembrano già aver incorporato tale aspettativa a giudicare dall’andamento dei settori dell’indice Eursotoxx da inizio anno: “Di conseguenza potrebbe verificarsi nel breve un’eventuale sell-on-news all’interno però di un trend complessivamente positivo nei prossimi mesi grazie appunto al supporto della nuova operazione – conclude Cesarano – Infine, l’eventuale conferma, anche in forma parziale, del rimborso anticipato facoltativo e non obbligatorio, potrebbe in parte consentire un afflusso di parte della liquidità verso il comparto governativo, consentendo pertanto un posizionamento dello spread sotto quota 250 punti base tra marzo e aprile”.
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