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È quanto è emerso dalla consueta indagine annuale di R&S Mediobanca per il settore. Il Belpaese delle telecomunicazioni genera un fatturato annuo di 32,2 miliardi di euro
L’Italia si è posizionata come il quarto mercato in Europa per le Tlc nel 2017 e i fatturati degli operatori risultano in crescita per il secondo anno di fila. È quanto è emerso dalla consueta indagine annuale di R&S Mediobanca per il settore. Il 2017 ha ribadito il primato del mercato statunitense delle telecomunicazioni (310 miliardi di dollari in aggregato), seguito dall’Europa (213 miliardi) e dalla Cina (179 miliardi). Il mercato europeo più grande in termini di fatturato è la Germania con 56,7 miliardi di euro, seguita da Regno Unito (40,1 miliardi), Francia (36,2 miliardi) e Italia (32,2 miliardi). Nel 2017 l’Italia è cresciuta dello 0,9%, soprattutto grazie alle buone performance della telefonia fissa (+3,8%).
I primi tre operatori internazionali sono risultati le americane AT&T (con ricavi per 133,9 miliardi) e Verizon Communications (105,1 miliardi), oltre alla cinese China Mobile con 94,9 miliardi. Più indietro la pattuglia delle italiane, guidata da Telecom Italia al sedicesimo posto con 19,5 miliardi, che però è sul podio in Europa per redditività industriale, produttività pro-capite e investimenti in relazione al fatturato. La classifica delle compagnie di tlc europee più grandi vede al suo vertice la tedesca Deutsche Telekom con 74,9 miliardi di euro di fatturato, al secondo posto la spagnola Telefònica (52 miliardi), poi la britannica Vodafone (46,6 miliardi) e alla francese Orange (41,1).
La prima italiana, Telecom, è appena settima con un fatturato di 19,5 miliardi, ma in compenso ha una redditività industriale più elevata delle big europee, con un rapporto Mon (margine operativo netto) su fatturato al 18%, secondo solo a Telenor (21,4%).
Sul fronte degli utili invece la migliore è di gran lunga Vodafone Group, con una bottom line di 69 miliardi che stacca in maniera decisa la seconda della lista (15,8 miliardi) e la terza Deutsche Telekom (13,2 miliardi). Telecom si posiziona all’ottavo posto con profitti per 3,5 miliardi, di cui 2 ottenuti dalla controllata brasiliana. La società, che un tempo era un vero e proprio impero con attività in tutto il mondo, è indietro per quanto riguarda la presenza estera: in media le compagnie europee più importanti fatturano mediamente il 51,5% del totale, mentre Telecom si ferma al 28%, di cui il 23% in Brasile. Ma primeggia per la voce relativa agli investimenti industriali sul fatturato (sia materiali che immateriali), con un 29,3% che la pone al primo posto davanti a Deutsche Telekom (27,2%) e Orange (18,4%).
Sotto il profilo patrimoniale, Vodafone ha la maggiore solidità finanziaria, con debiti finanziari sul patrimonio netto pari al 63,1%, mentre per Telecom Italia l’incidenza è più elevata (129,8%), ma comunque migliore di Telefónica (209%) e BT Group (138,5%).

In Italia il settore delle telecomunicazioni si è attestato all’1,9% del Pil, al 2,5% della spesa delle famiglie e al 5,2% degli investimenti complessivi. Dopo Telecom la società con il maggior fatturato è Vodafone Italia (6,3 miliardi di ricavi) che ha scalzato Wind Tre (6 miliardi). Se consideriamo i dati aggregati degli ultimi cinque anni, il fatturato si è ridotto per tutte le compagnie a eccezione di Fastweb che ha segnato una crescita del 18,4%. Telecom Italia è, invece, la società che ha subito il maggior calo (15,1%).
