“Nei portafogli più equilibrio fra old e new economy”
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Non solo su marte, anche sulla Terra il futuro sembra sorridere a Elon Musk. A pochi giorni dal trasloco di Tesla nell’S&P 500, un nuovo sondaggio certifica infatti le rosee prospettive del settore della mobilità elettrica rivelando che, vista la propensione dei consumatori, entro il 2040 oltre la metà delle auto in circolazione non avrà bisogno di carburante.
A rivelarlo, un’indagine di Bain & Company in cui si prevede che il mercato dei veicoli elettrici inizierà a crescere rapidamente intorno al 2024 mentre il comparto a guida autonoma raggiungerà un punto di svolta poco dopo il 2028. Ecco perché, sottolineano gli esperti della società di consulenza Usa, per le aziende del segmento è importante già in questa fase investire nelle opportunità che si prospettano e stringere delle partnership strategiche. Proprio come, secondo gli ultimi rumors, sta facendo Mr Tesla.
Tornando al report, i consumatori sono quindi sempre più propensi ad acquistare auto elettriche, ma le case automobilistiche continuano a perdere denaro per produrle e venderle. Nonostante questo, però, la spinta globale verso i veicoli elettrici, sostenuta dagli incentivi e dalle politiche nazionali, è forte: entro il 2025, circa il 12% di tutte le nuove auto vendute nel mondo sarà completamente elettrico. Ed entro il 2040, appunto, questa cifra sarà superiore al 50%.
Chi vincerà? Le prime aziende ad offrire un veicolo elettrico economico e non dipendente dagli incentivi saranno quelle che godranno di un prezioso vantaggio competitivo, sostengono gli esperti. Punto dolente sono ovviamente le batterie, che rappresentano il 30% dei costi di produzione. Tuttavia, Bain & Company prevede che, grazie alle migliorie tecnologiche e all’ottimizzazione della produzione in scala, i costi delle batterie passeranno da 124 dollari per chilowattora a 100 dollari per chilowattora entro il 2025, con un calo del 19,4%.
“In Italia – osserva Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company -, le vetture elettriche fanno ancora fatica a conquistare l’attenzione dei consumatori. Il paragone con gli altri Paesi europei mostra come a fronte delle 103.000 immatricolazioni della Germania (elettriche pure e ibride plug-in) e delle quasi 90.000 della Norvegia, nel 2019 l’Italia si è fermata a poco più di 16.000. Gli incentivi stanno contribuendo ad incrementarne la penetrazione, aumentata durante la pandemia ma al confronto di un mercato totale molto più piccolo. A novembre non avevano ancora raggiunto il 3% del totale”.
Per quanto riguarda i veicoli a guida autonoma, la stima prevede che inizieranno a guadagnare terreno entro il 2028, previo un adeguamento della legislazione e una conseguente maggiore fiducia dei consumatori i quali, testando queste nuove tecnologie, potranno valutarne la sicurezza. Nei prossimi otto anni, due saranno gli utilizzi principali delle auto a guida autonoma: in autostrada per i veicoli privati e le flotte robo-taxi per le aree urbane.
Entro il 2030, i servizi di ride-hailing AV, inoltre, potrebbero essere una soluzione redditizia per la mobilità urbana. Le città innovative utilizzeranno flotte robo-taxi per integrare i propri sistemi di trasporto pubblico esistenti, utilizzando i veicoli a guida autonoma per coprire i percorsi meno frequentati, contribuendo ad alleggerire il traffico nelle aree più congestionate delle città.
Perché però il mercato raggiunga il suo punto di svolta, i veicoli dovranno mostrare di essere in grado, in determinate condizioni, di procedere senza interazione umana. Molti produttori tradizionali stanno espandendo i loro sistemi avanzati di assistenza alla guida con l’obiettivo di lanciare le funzionalità del Livello 4 entro il 2025.
Questo tipo di auto sbarcherà infine sul mercato privato, nel segmento dei veicoli di lusso e premium. Dando la possibilità di un viaggio a mani libere, con l’inestimabile prospettiva di più tempo da dedicare al lavoro o al sonno, questi veicoli potrebbero essere appealing per molti consumatori. Per Bain & Company, entro il 2030, in alcune aree del mondo, tra il 4% e il 9% delle nuove auto vendute sarà dotato di automazione di livello 4. I kit di guida autonoma di alto livello costano attualmente più di 70.000 dollari, ma con il tempo, la standardizzazione, la semplificazione e la produzione di massa i costi saranno significativamente ridotti, con un conseguente calo previsto di oltre l’85%, a circa 10.000 dollari, entro il 2030.
“Anche qui l’Italia mostra caratteristiche strutturali alquanto diverse rispetto agli altri Paesi europei – prosegue Di Loreto -. Il parco circolante auto italiano è composto in prevalenza da vetture piccole e compatte. I segmenti di auto medie e grandi, nei quali la presenza dei sistemi di guida assistita è più diffusa, pesano meno del 10%; in Germania e nel Regno Unito sono invece tra il 20% ed il 30%. Sarà quindi necessario indurre un ricambio veloce del nostro parco circolante, sia per accelerare la transizione verso trazioni alternative, sia per sostituire vetture obsolete con mezzi più nuovi dotati dei sistemi di sicurezza più avanzati”.
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