Fondi aperti, +145% in nove anni
L’industria del risparmio gestito ad agosto mette a segno una raccolta netta di 8,6 miliardi di euro.
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L’industria del risparmio gestito archivia l’ultimo mese del terzo trimestre 2017 con un notevole risultato a livello di raccolta netta. Le statistiche diramate dall’Ufficio Studi di Assogestioni nella mappa del risparmio gestito per il mese di settembre mostrano che gli afflussi da inizio anno si attestano intorno agli 80 miliardi di euro, superando ampiamente (+43%) i 55,6 miliardi dell’intero 2016.
Ancora una volta sono i fondi aperti a trainare la raccolta presso i risparmiatori italiani con afflussi per 2,6 miliardi sui 3,6 totali di settembre (pari al 72% della raccolta mensile), che portano il patrimonio complessivamente gestito dall’industria a segnare il nuovo massimo storico di 2.046 miliardi.
Il dato annuale sui fondi aperti mostra che tra gennaio e settembre questa categoria di prodotti ha attratto 57,4 miliardi contro i 34,4 miliardi del 2016, segnando un incremento del 67% su base annuale. A settembre le preferenze dei sottoscrittori si sono orientate sui prodotti flessibili (+2 miliardi), sui bilanciati (+827 milioni), sugli obbligazionari (+735 milioni) e sugli azionari (+490 milioni).
Il dettaglio delle principali categorie di fondi aperti sul totale delle masse in gestione vede invece in testa gli obbligazionari con asset under management per circa 409 miliardi (41,6% sul totale dei fondi aperti), seguiti dai flessibili con 231 miliardi (23,5% del totale), dagli azionari con 215,6 miliardi (22%) e dai bilanciati con 92,8 miliardi (9,4%).
Chiudono la rassegna delle tipologie di fondi aperti i comparti monetari (31 miliardi con un peso del 3,2% sul totale degli asset in gestione) e quelli hedge (4,2 miliardi che valgono lo 0,4% del totale) – le uniche due categorie che da inizio anno segnano un rendiconto leggermente negativo: -1,7 miliardi per i monetari, particolarmente segnati dai deflussi a settembre (-1,4 miliardi) e -373 milioni per i fondi hedge, con deflussi per 50 milioni nel nono mese dell’anno.
Le masse gestite dall’industria sono quasi equamente suddivise tra gestioni collettive (1.034 miliardi) e gestioni di portafoglio (1.012 miliardi). Nel mese di settembre la raccolta netta delle gestioni di portafoglio ammonta a 923 milioni: in flessione le gestioni retail (-375 milioni), compensate dal balzo di quelle istituzionali (+1,3 miliardi).

Sgr, le top del mese per raccolta
Con sottoscrizioni per 1,26 miliardi di euro, di cui 851,8 milioni in fondi aperti (circa il 32,5% del totale), a settembre la medaglia d’oro della raccolta va a Eurizon Capital (gruppo Intesa Sanpaolo). Poste Italiane raccoglie 964 milioni: la lettura del dato disaggregato mostra che i fondi aperti lasciano sul terreno 42,9 milioni, compensati da una raccolta di oltre un miliardo per le gestioni di portafoglio istituzionali.
Seguono il Gruppo Ubi Banca con 574,3 milioni (di cui 330,4 raccolti in fondi aperti) e il Credito Emiliano (396,5 milioni la cui quasi totalità – 368,3 milioni – è impiegata in fondi aperti della Sgr del gruppo, Euromobiliare AM).
A seguire, fra i gruppi esteri attivi in Italia si segnalano per la raccolta di settembre JP Morgan Asset Management con 338 milioni esclusivamente in fondi aperti; Axa (277,3 milioni, di cui 247,6 in gestioni di portafoglio istituzionali); M&G Investments (223 milioni, totalmente raccolti in fondi aperti) e Invesco (197 milioni in fondi aperti).
