Risparmio gestito, la crisi e una nuova geografia del settore
Riprende il risiko fra le Sgr, ma nel futuro dell’industria c’è anche dell’altro. Data science, nuovi mercati e novità per fronteggiare l’avanzata del low cost investing
3 min
Gli asset manager sono sempre più sensibili al tema dei costi per via della crescente competizione con i prodotti a gestione passiva, gli Etf, e della regolamentazione sempre più stringente in tema di trasparenza verso l’investitore finale.
Con l’arrivo del virus in Europa è aumentata la volatilità sui mercati e con essa l’incertezza. Mai come in questo momento l’investitore ha bisogno di una consulenza corretta e trasparente: è il messaggio centrale del report Esma sull’impatto dei costi sui rendimenti netti realizzati dall’investitore finale che “deve sapere fin dall’inizio quanto e per cosa sta pagando e quanto questi costi influenza il suo profilo di rischio e il suo rendimento finale”.
In questo quadro alcune case d’investimento si stanno attrezzando per ridurre i costi dei propri fondi gestiti attivamente. Schroders, apripista di questa tendenza – per ora solo in Uk – ha deciso di introdurre una struttura sui costi “all-inclusive” su “una piccola percentuale dei nostri fondi che non sta generando valore in modo costante, soprattutto in riferimento alle performance”, spiega la società a FocusRisparmio.
La decisione dell’asset manager britannico è presa sulla base di un report interno che abbiamo potuto visionare in anteprima, stilato in seguito all’introduzione delle nuove normative della FCA – la Consob d’oltremanica – che richiedono ai fund manager autorizzati nel Regno Unito di fornire una stima sul valore che i loro fondi autorizzati generano nel complesso per gli investitori.
Schroders sostiene che attraverso l’implementazione e la pianificazione di altre misure deriverà un risparmio per gli investitori. “Questi provvedimenti comprendono il passaggio di circa 26.000 investitori a classi di investimento meno costose, la riduzione delle commissioni per alcuni specifici fondi e l’introduzione pianificata di uno sconto per i fondi che gestiscono più di £1 miliardo, in tutte le classi di investimento retail. A fine 2019, abbiamo stimato che il risparmio per i nostri investitori sarà di £8 milioni all’anno”.
Anche altri asset manager come Janus Henderson e Gam hanno intrapreso iniziative simili sul mercato britannico.
Contattate da FocusRisparmio, per il momento i vertici italiani delle società citate non si sbilanciano. C’è da dire che le iniziative dalle case madri sul fronte Uk prendono le mosse a partire da un’architettura di mercato molto diversa da quella italiana, fattore che infatti torva d’accordo anche Esma nel parere che l’Autorità ha inviato lo scorso mese alla Commissione europea.
