SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 6 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Borse, Milano al top in Europa
Sono ancora indiscutibilmente il petrolio e le sue continue oscillazioni di prezzo a dettare legge sul resto dei mercati finanziari. Ieri sulla ruota delle materie prime è uscito il segno meno, immediatamente accompagnato dal segno più che di conseguenza ha caratterizzato l’andamento di Borse e titoli di Stato. Archiviate le due settimane marchiate dalle decisioni di politica monetaria delle Banche centrali, il comportamento degli indici azionari e obbligazionari rimane quindi più che mai binario. Gli investitori faticano infatti per il momento a mettere a fuoco argomenti diversi, che pure non mancherebbero all’orizzonte, a partire dalle stesse dinamiche dei tassi e dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti che pure non sono così lontane.
Maximillian Cellino, Il Sole 24 Ore
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Sfida AI per le banche centrali
L’ AI cambierà l’economia e i mercati, di conseguenza «le banche centrali non possono restare a guardare». Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta a una conferenza della Banca Nazionale Ucraina. «I nostri modelli economici, gli strumenti di vigilanza e le infrastrutture di pagamento sono stati concepiti principalmente per un contesto tecnologico diverso». Il primo ambito di sfida perle banche centrali è quello della politica monetaria. In questo contesto, secondo Panetta, l’intelligenza artificiale può migliorare gli strumenti per comprendere crescita e inflazione, ma sta anche cambiando l’economia. Nel breve termine, gli investimenti legati all’AI «stanno già dando un forte impulso alla domanda», ha detto Panetta. Finché l’offerta non si adeguerà, «queste pressioni potrebbero spingere al rialzo l’inflazione».
Francesco Ninfole, MilanoFinanza
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Deficit, verdetto sul filo dei centesimi
Il numeretto che può cambiare la sorte della prossima Legge di Bilancio sta per essere svelato e nel governo c’è grande cautela. Oggi l’Istat pubblicherà i dati definitivi sui conti nazionali del 2025 e stabilirà se il deficit di bilancio sia o meno sceso sotto alla soglia del 3% del prodotto interno lordo, che vuol dire molto perché nel primo caso l’Italia uscirebbe dalla procedura Ue per il deficit eccessivo ed avrebbe più margini per la prossima manovra. Se il deficit risultasse sopra o anche pari al3%del pil, al contrario, le cose si complicherebbero e tornerebbe in discussione anche l’attivazione della clausola Ue per un extra deficit per l’energia e la difesa. La partita, che per il governo vale molto, si gioca sul filo dei centesimi, non dei decimali del rapporto deficit/pil.
Mario Sensini, Corriere della Sera
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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