SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 29 SETTEMBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
Volano i rendimenti, spread a 100 bps
Non si allenta la pressione sui bond. I rendimenti su scala globale continuano a salire. I Treasury a 10 anni presentano hanno sfiorato in giornata il 5,3%, quelli a 30 anni sono arrivati a superare il 5,6%, come non accadeva dal 2002. In Europa il Bund tedesco, che a fine giugno rendeva il 2,8%, ha superato il 3,6% mentre il corrispettivo BTp si è portato si è portato al 4,61% spingendo nuovamente lo spread obbligazionario tra a quota 100 punti.
Vito Lops, Sole 24 Ore
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Perché l’S&P 500 è ancora sottovalutato
Vicino ai massimi di sempre, nonostante le tensioni di questi giorni, eppure ancora fondamentalmente a sconto. Quello dell’S&P 500, l’indice principale di Wall Street, è un rebus difficile da decifrare, tanto da scatenare infinite discussioni sulla presenza di una bolla speculativa in diversi settori della Borsa di New York. La crescita vertiginosa degli utili di gran parte delle società è il principale argomento addotto dagli osservatori più ottimisti, che non escludono ulteriori passi avanti dei mercati azionari. A dare man forte a una simile convinzione contribuiscono anche le indicazioni degli analisti di Intesa Sanpaolo, basate sul modello proprietario IMTG (Implied Medium-Term Growth), che calcola per le società che compongono i principali listini mondiali la crescita media degli utili attesa fra il 2029 e il 2034 implicita nei prezzi attuali. Nel caso in questione, questo valore si attesta al 13% annuo: una cifra superiore alla media degli ultimi dieci anni (+3,3%), ma decisamente prudente se confrontata con la spinta esplosiva fornita dagli utili.
Maximilian Cellin, Sole 24 Ore
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Le banche diversificano i bond
Le banche europee stanno diversificando i titoli di Stato in bilancio, con l’obiettivo di ridurre i rischi ma anche ottenere tassi più alti e andare nella direzione auspicata dalle autorità. Nei primi otto mesi del 2026 gli istituti di credito dell’Eurozona hanno comprato in termini netti 60 miliardi di bond statali domestici e 130 di altri Paesi dell’area, secondo dati BCE elaborati da Unicredit. In particolare, i gruppi tedeschi e spagnoli hanno acquistato titoli fuori dai confini nazionali. Ieri i bond francesi a dieci anni avevano un rendimento del 4,79%, quelli italiani del 4,58%, quelli spagnoli del 4,12% e quelli tedeschi del 3,59%. L’interesse per le obbligazioni di altri Stati “contribuisce a ridurre l’esposizione ai rischi domestici ma suggerisce anche che le banche siano diventate più disposte a cogliere opportunità di investimento all estero”, ha osservato Francesco Maria Di Bella, fixed income strategist di Unicredit.
Francesco Ninfole, MF
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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