SCELTI DA NOI: LE NOTIZIE DEL 22 OTTOBRE 2026
Rassegna stampa economico-finanziaria dai principali quotidiani
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Banche centrali e inflazione affondano le Borse
Le Banche centrali affossano ancora le Borse. Ma contemporaneamente la Bce, pur nella vaghezza del suo piano anti-spread annunciato mercoledì, riesce a sostenere i titoli di Stato italiani e a ridurre il differenziale tra BTp e Bund fino a 213 punti base. Considerando che era a 252 martedì sera, prima della riunione di emergenza della Banca centrale di mercoledì, il movimento è davvero rilevante. Il mercato è insomma preso tra due contrapposte emozioni: da un lato prova a credere nello scudo antispread (anche se i dubbi sono ancora tanti), ma dall’altro teme che le banche centrali abbiano perso il controllo dell’inflazione e che siano costrette a rialzare i tassi più del previsto. Con il rischio di affondare l’economia. Morale: Borse in caduta (Milano -3,32%, Francoforte -3,31%, Parigi -2,39%, Londra -3,14%), ma spread tra BTp e Bund in calo. Durerà? Su questo il mercato nutre ancora un certo scetticismo. Titoli di Stato Partiamo proprio dai titoli di Stato. Ieri a causare un restringimento degli spread è stata l’indiscrezione, battuta dalle agenzie di stampa intorno alle 13,26, che lo scudo della Bce possa arrivare già a luglio. Questo ha avuto un effetto ovvio sui titoli di Stato.
Morya Longo, Il Sole 24 Ore
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Lo scudo di Francoforte già nel mirino dei falchi
Il processo non è stato pubblico. È stato implicito. Ma netto. Sul banco degli imputati è stata messa la presidente della Bce, Christine Lagarde. Nello stesso tempo è ripresa fragorosamente la tradizionale battaglia tra “falchi” e “colombe”. Tra “nord” e “sud”. La riunione dell’Eurogruppo, tenutasi ieri in Lussemburgo, non poteva che concentrarsi sull’allarme spread. Sulle decisioni della Bce relative al tasso di sconto, sui titoli di Stato sotto tensione e sull’idea di ideare un nuovo strumento per arginare la speculazione. Tutto è nato dalla relazione che proprio la presidente della Bce ha svolto dinanzi ai ministri delle finanze. La discussione a quel punto è diventata inevitabile.
Tito Lussemburgo, La Repubblica
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Russia come la Grecia: verso maxi-fusione tra banche
A quasi 10 anni dalla posa delle prime pietre, l’Unione bancaria 8 un edificio incompiuto. La scorsa settimana i ministri dell’Eurozona hanno infatti affossato il piano presentato dal presidente dell’ Eurogruppo, Paschal Donohoe, nel maggio scorso per completare l’Unione bancaria. La ragione dello stallo riguarda i meccanismi di garanzia dei depositi bancari a livello europeo, che determinano una mutualizzazione dei rischi (risk sharing) tra gli Stati membri. E ciò nel caso di crisi bancarie la cui risoluzione preveda l’iniezione di risorse in ultima analisi a carico dei contribuenti. Alcuni Stati, tra i quali la Germania, ritengono che prima di compiere questo passo occorre ridurre i rischi bancari (risk reduction) in modo di prevenire le crisi. II problema principale è dato dall’esposizione delle banche ai rischi sovrani vereign risks), dovuti alla presenza massiccia nel portafoglio di molte banche di titoli di Stato del paese in cui esse operano.
Marcello Clarich, MilanoFinanza
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Disclaimer: “Scelti da noi” è un servizio offerto ai lettori di focusrisparmio.com. La rubrica offre una rapida panoramica sulle notizie dell’industria del risparmio gestito, attraverso una selezione effettuata dalla redazione. Il servizio è disponibile nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì.
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