“Piace sempre più la consulenza in digitale”
Lo rileva l'ultima survey per il banking di Ing. E la tecnologia, a detta di Bcg, sarà decisiva anche per gli asset manager
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La pandemia in corso potrebbe rappresentare una ulteriore accelerazione verso istituti di credito che tendono sempre più ad assomigliare a delle Amazon di servizi finanziari. Non si tratta più solo di procedere da casa per bonifici o pagamenti, come finora proposto con i servizi di home banking sviluppati nel corso della rivoluzione bancaria dell’ultimo decennio dagli istituti tradizionali. Le piattaforme bancarie digitali si stanno imponendo nel panorama internazionale con un modello di business di successo perché versatile, flessibile e in grado di soddisfare l’utente ovunque si trovi con un menù di servizi che eguaglia quello delle banche razionali, ma a costi ridotti, proprio come Amazon. Ormai una persona su quattro sotto i 37 anni in Europa utilizza una banca digitale, mentre in America Latina c’è una larga fascia di consumatori che si è avvicinata al mondo bancario proprio grazie alle piattaforme bancarie digitali. Secondo stime di Business Insider, queste nuove banche, le neobank appunto, raggiungeranno una valutazione globale di 35,5 miliari entro fine anno (quasi il doppio rispetto ai 18,6 miliardi del 2018 avevano una valutazione di 18,6 miliardi), con 97 milioni di clienti (dai 50 milioni del 2018) e 51 milioni di conti aperti (dai 26 milioni del 2018). La prossima sfida? L’ingresso delle big tech nell’ambito finanziario da Amazon a Google e Facebook.
Il recente rifinanziamento di Revolut dimostra come le nuove banche, neobank appunto, siano un modello di business con cui ci si dovrà sempre più spesso rapportare in futuro. Con il round di finanziamento da 500 milioni di dollari portato a termine a fine febbraio, Revolut piattaforma finanziaria globale, ha infatti raggiunto una valutazione di 5,5 miliardi di dollari, tre volte tanto la precedente valutazione (pari a 1,7 miliardi) e la più alta nel settore fintech. “Vogliamo costruire una piattaforma finanziaria globale, un’unica app attraverso cui i nostri i nostri utenti possano gestire tutti gli aspetti finanziari quotidiani” ha commentato in una nota Nik Storonsky, fondatore e ad di Revolut, spiegando poi che il nuovo round di finanziamenti sarà destinato a rafforzare lo sviluppo del prodotto nei mercati esistenti per supportare l’utilizzo giornaliero e lanciare operazioni bancarie in Europa. La piattaforma bancaria digitale è stata costituta nel Regno Unito nel 2015 e da allora ha processato oltre un miliardo di transazioni per un valore di 130 miliardi di dollari. Nel solo 2019 Revolut ha visto aumentare gli utenti (più di dieci milioni) del 169%, ma soprattutto ha registrato una crescita dell’attività quotidiana del 380% e le sottoscrizioni dei servizi premium del 154 per cento. Un trend che dovrebbe permettere alla società di raggiungere la profittabilità dopo la perdita di 42,4 milioni di dollari registrata nel 2018.
Le piattaforme bancarie digitali sono società estremamente flessibili che si propongono come aggregatori di servizi bancari e finanziari propri e di terzi attraverso i propri canali digitali, ovviamente senza che vi sia alcuna incombenza di un incontro “reale” tra il cliente e l’operatore bancario. Il che si traduce in un notevole risparmio visto che si stima che il costo cliente per queste nuove banche sia cinque volte inferiore quello degli istituti tradizionali con cui, inevitabilmente, le neobank sono destinate ad entrare in competizione. Scompare quindi, almeno in questo modello di business, il concetto di banca universale sostituito da quello di platform bank dove gran parte dei servizi aggiunti al conto corrente è fornita da società terze. L’obiettivo delle neobank è quello di conquistare rapidamente molti clienti con offerte digitali semplici e molto competitive, per poi proporre in seguito servizi aggiuntivi a maggiore valore. Spesso, per di più, le neobank si focalizzano su un target specifico di clientela a cui propongono un menù completo di servizi finanziari compresi pagamenti internazionali, portafoglio di criptovalute e strumenti di gestione patrimoniale. Le neobank sono in ogni caso soggetti regolati e controllati dalle authority.
Revolut, ad esempio, ha siglato a livello globale partnership con Visa e Mastercard, con PensionBee nell’ambito dei fondi pensione, con Trussle per quanto riguarda i mutui, con Bricklane.com negli investimenti finanziari, con LendingWorks nei finanziamenti, con Simple nelle assicurazioni e con Etfmatic nella gestione patrimoniale. N26 invece ha stretto alleanze rispettivamente con Barzahlen, TransferWise, Clark, Auxmoney, Raisin e Vaamo
In Italia sono almeno sei le iniziative rilevanti estrapolate in uno studio dedicato al fenomeno delle neobank da Kearney: N26, Hype, Buddybank, Tinaba, Revolut e Yap. E, secondo invece a uno studio di Exton Consulting, i clienti in Italia delle neobanks avrebbero oltrepassato gli 1,5 milioni. A livello internazionale si stanno sempre più affermando anche Monzo, Tandem, Starlim, Orange Bank, Anytime, Morning, Margo Bank, Qonto, Manager One e Shine.
