Assoreti cancella il Covid: patrimonio a quota 614 miliardi
A fine giugno le masse affidate alle reti di consulenti finanziari sono tornate ai livelli record di dicembre 2019. In crescita sia il gestito sia l’amministrato
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Pandemia e lockdown non scalfiscono la forza dei consulenti finanziari, che nel primo semestre del 2020 mettono a segno un risultato in crescita del 30,4% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Lo certifica Assoreti, secondo cui la raccolta delle reti è stata pari a 22,4 miliardi di euro, con volumi in aumento sia per il comparto del risparmio gestito (+38,0%) sia per la componente amministrata del portafoglio (+25,8%).
Interessante anche notare come al dato di raccolta hanno contribuito quasi in egual misura entrambi i trimestri, con 10,8 miliardi di euro realizzati nel periodo aprile-giugno nel quale le scelte di investimento si sono concentrate fortemente sui prodotti del risparmio gestito per un totale di 8,8 miliardi di euro. Gli investimenti effettuati sulle gestioni patrimoniali, collettive ed individuali, e sugli strumenti finanziari amministrati privilegiano la componente azionaria di portafoglio.
“Nei primi sei mesi abbiamo affrontato e superato un importante ‘stress test’ raggiungendo risultati particolarmente positivi in senso assoluto; abbiamo iniziato la seconda parte dell’anno consapevoli del ruolo trainante e di armonizzazione assunto dalla nostra industria nel sostenere domanda e offerta nel mercato del risparmio”, afferma Paolo Molesini, presidente dell’Associazione.
Le dinamiche di crescita si ritrovano nell’attività di raccolta realizzata sugli organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr), pari a 2,5 miliardi di euro (erano 103 milioni nel primo semestre 2019), e sulle gestioni patrimoniali individuali, sulle quali sono state investite risorse nette quasi quadruplicate e pari a 1,8 miliardi di euro (477 milioni nel sei mesi dell’anno precedente). Positivi ma in flessione i flussi sul comparto assicurativo/previdenziale (4,5 miliardi).
Determinanti sono stati i risultati ottenuti in relazione agli organismi di investimento collettivo del risparmio che nel secondo trimestre hanno raccolto risorse nette per 4,9 miliardi, superiori a quanto realizzato nell’intero 2019. In crescita il gradimento mostrato nei confronti delle gestioni patrimoniali individuali con una raccolta netta di 1,3 miliardi, più che raddoppiata in termini congiunturali e tendenziali, mentre i volumi di attività realizzati sui prodotti assicurativi e previdenziali (2,6 miliardi) si mantengono in territorio positivo ma con andamenti contrastanti nel confronto con i periodi di riferimento.
La crescita coinvolge anche la componente amministrata strettamente finanziaria: nei primi sei mesi la raccolta in titoli è pari a 7,2 miliardi di euro, in aumento del 57,2%, e più della metà è realizzata nel secondo trimestre dell’anno (4,8 miliardi). La liquidità netta confluita su conti correnti e depositi si attesta a 6,3 miliardi con un incremento contenuto del 2,6%. Gli importanti volumi di raccolta realizzati nei primi tre mesi dell’anno, e in particolare a marzo, sono parzialmente compensati dai flussi in uscita tra aprile e giugno dai conti di deposito, per effetto del processo di riposizionamento delle risorse liquide presenti in portafoglio (in calo di 2,8 miliardi) al fine di cogliere opportunità poi effettivamente manifestatesi già nel secondo trimestre.
