Fuggetta (Bayes): “Sull’azionario puntiamo sulle small cap italiane”
Da prediligere le società solide con una forte generazione di cassa e di taglia ridotta. Per l'esperto le piccole rimbalzeranno ancora da qui a fine anno, spinte anche dai Pir
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La situazione sul mercato azionario italiano resta interlocutoria, soggetta al bilanciamento di due forse opposte – da un lato il possibile rialzo dei contagi da Covid19 nei prossimi mesi in attendi un vaccino, dall’altro il supporto massiccio delle banche centrali – ma per Andrea Randone, Head of mid and small caps research di Intermonte Sim, ci sono dei buoni segnali che arrivano dall’andamento del mercato, in particolar modo dai titoli posizionati su trasformazione digitale e sostenibilità, che rappresentano in questo momento i due segmenti più promettenti.
“Guardando all’ultimo mese, il mercato ha continuato a essere positivo. Le mid cap hanno fatto meglio dei titoli dell’indice principale e delle small cap per una serie di motivazioni, di cui una è legata ai settori, che non sono rappresentati in maniera identica sui singoli indici”, osserva Randone in un colloquio con FocusRisparmio, spiegando che tipicamente le banche incidono di più sull’indice principale, mentre i titoli industriali sono più rappresentati nell’indice delle mid cap. “Da inizio anno (dati al 3 settembre, ndr), il mercato generale con l’indice Ftse All Share risulta in calo del 16,6%, il Ftse Italia Mid Cap ha perso il 15%, una differenza minima su questo orizzonte di tempo, ma, nell’ultimo mese le medie capitalizzazioni hanno fatto significativamente meglio del mercato generale”.
A livello di trend, l’esperto segnala due temi importanti: uno è il buon andamento dell’indice Star (che storicamente fa sempre meglio del mercato generale), in cui sono appunto più rappresentati i titoli delle società dei settori digital e IT, che si sono comportate molto bene anche alla luce dell’esplosione della crisi. “Crisi che ha sottolineato l’importanza della dotazione tecnologica delle imprese, che non solo hanno dovuto dotarsi delle strumentazioni necessarie per abilitare il lavoro a distanza ma hanno anche intrapreso una rifocalizzazione dei loro business model sulle opportunità offerte dal settore digitale”, argomenta Randone. L’altro tema “è quello della sostenibilità, che è il secondo filone sul quale si posizionano molti dei titoli che hanno fatto meglio quest’anno”.
L’andamento generale del mercato è stato sorprendentemente positivo, a fronte di una crisi dalla quale non si vede ancora una chiara uscita, e questo per effetto principalmente dell’intervento delle banche centrali, “che è stato tempestivo e massiccio. Appare chiaro il rischio, in questo contesto, che i mercati finiscano per essere eccessivamente dipendenti dallo stimolo delle banche centrali, che a un certo punto dovrà essere ridotto per lasciare spazio a uno sviluppo più naturale. È sul futuro arrivo di questa fase che i mercati si stanno interrogando, ma nel breve termine noi non ci aspettiamo un disimpegno da parte delle banche centrali”.
Per adesso restiamo in una fase molto incerta, con un’economia ancora fragile sebbene puntellata dalle misure di stimolo, sul quale si profilano alcuni possibili fattori di rischio, come un possibile cambio forte euro-dollaro che potrebbe danneggiare le società esportatrici, e le elezioni negli Stati Uniti. “Guardando i dati di bilancio delle imprese, normalmente un’altra fonte di timori sarebbe una possibile crisi di liquidità, che tuttavia per il momento è scongiurata perché i crediti sono stati garantiti e non c’è stato un blocco dei pagamenti”, spiega Randone. Tuttavia, Intermonte ha “più che dimezzato le stime di utile 2020, un aspetto che rende implicitamente le valutazioni sul 2020 molto care. Ma anche per il 2021, pur augurandoci che si trovi un vaccino e si torni a una sorta di normalità, le valutazioni non sono particolarmente cheap, perché il mercato sta già scontando un buon recupero per il prossimo anno”, prosegue Randone.
Come accennato, Randone ribadisce che nella loro strategia di selezione bottom-up la società continua a prediligere i titoli ben posizionati su digital e sustainability. “Sul primo aspetto, perché come abbiamo visto c’è stata un’esplosione di smart working, ecommerce, comunicazione da remoto, che probabilmente si protrarrà anche una volta che la crisi sarà stata archiviata. La sostenibilità, che già da tempo è un tema rilevante, diventerà ancora più importante perché i fondi europei per il rilancio mirano a incentivare un cambiamento deciso di ciò che facciamo e di come lo facciamo, e di conseguenza a promuovere ulteriormente il perseguimento di determinati obiettivi di sostenibilità, in primo luogo in campo ambientale (favorendo quindi chi produce in maniera ecosostenibile), ma non solo. Anche i settori che ruotano intorno alla salute saranno favoriti, così come quelli che riguardano i miglioramenti delle abitazioni e dei giardini, l’arredamento e gli elettrodomestici, visto che gli italiani durante il confinamento hanno riscoperto una vocazione più domestica, mentre patirà il retail per via del minor traffico nei negozi. Su questi temi poi si potranno innestare degli specifici incentivi che potrebbero dare slancio ad altri settori, come per esempio le agevolazioni previste per le spese di ristrutturazione o i vari bonus pensati per le famiglie”, conclude Randone.
