Artoni (IMPact Sim): “Fari puntati sull’azionario. Anche in Italia”
"Le azioni hanno valutazioni migliori dei bond. In Piazza Affari ci sono opportunità interessanti, da selezionare guardando business e l'attenzione agli stakeholder"
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Il 2020 non sarà l’anno in cui torneranno i rendimenti sul reddito fisso. Le principali banche centrali resteranno in modalità super accomodante, quindi gli investitori dovranno cercare altre fonti di ritorno. Una soluzione è mettersi a caccia di dividendi, per chi sia disponibile ovviamente ad assumersi i relativi rischi, secondo Rupert Rucker, head of Income Solutions di Schroders. “Guardando al 2020, i dividend yield di gran parte dei mercati azionari sembrano attraenti al momento”.
L’esperto osserva che gli attuali dividend yield risultano attraenti se confrontati sia con gli ultimi 10 anni, sia con le alternative disponibili come tassi di deposito e rendimenti obbligazionari, soprattutto in Europa e Asia rispetto agli Usa. “I risparmiatori potrebbero dover prendere in considerazione molte più fonti di income rispetto al passato, compreso l’azionario. I dividendi rappresentano un’alta percentuale dei rendimenti totali generati dai mercati azionari in Europa e Asia (il restante deriva dall’aumento dei prezzi), di conseguenza nel 2020 questa potrebbe essere un’area da considerare”, sottolinea Rucker.
Syz Asset Management punta sui dividendi per reagire alla giapponesizzazione. Sul fronte equity la società punta su titoli di aziende con una crescita di qualità e in grado di fornire rendimenti. Ma anche “verso società che distribuiscono dividendi, a condizione che non sacrifichino la crescita e gli investimenti per versare rendimenti eccessivi. Questi titoli tendono ad essere più disciplinati rispetto a quelli di società che non distribuiscono dividendi, il che si traduce in un miglior rapporto rischio/rendimento a lungo termine”.
Secondo Allianz Global Investors nel 2020 chi è a caccia di cedole dovrebbe guardare all’azionario europeo, perché si aspetta che i titoli del Vecchio Continente nel 2020 distribuiranno dividendi per 359 miliardi di euro, in crescita del 3,6% rispetto al livello record del 2019. In base al recente studio “Active is: Generating Capital Income with Dividends”, dal 1974 i dividendi hanno contribuito in media per il 38% al rendimento totale delle azioni europee. Se il dividend yield complessivo del mercato si è mediamente attestato intorno al 3,7%, il 60% dei titoli governativi dell’area euro ha un rendimento nominale negativo.
“Nonostante i rischi legati al protezionismo, la crescita economica globale è riuscita a rimanere su un percorso di crescita circoscritto, grazie al proseguimento della politica monetaria espansiva delle banche centrali. L’interrogativo sulla misura in cui tale percorso potrà rimanere stabile ci accompagnerà nel nuovo decennio, così come la certezza che un ritorno di rendimenti soddisfacenti legati ai tassi di interesse rimanga irrealistico”, sostiene Jörg de Vries-Hippen, CIO Equity Europe di Allianz GI, convinto che un posizionamento lungimirante in un contesto di dividendi stabili rimanga quindi la strategia più adeguata per il prossimo anno.
Certo, anche nel 2020 ci si deve aspettare una certa dose di volatilità sulle azioni. Ma secondo Hans-Jörg Naumer, Global Head of Global Capital Markets & Thematic Research e autore dello studio di Allianz Global Investors, “in alternativa all’assenza di rendimenti legati ai tassi d’interesse, i dividendi possono stabilizzare il portafoglio di un investitore sotto tre aspetti: come fonte regolare di reddito, come indicatore di un modello di business solido e ai fini della diversificazione del portafoglio”.
