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Eurizon mantiene un posizionamento pro-ciclico e resta neutrale sulle azioni. “Sarà un anno di espansione per l’economia globale”. Due gli scenari di rischio
Meno titoli di Stato, più obbligazioni a spread e una posizione neutrale sulle azioni, che già scontano le imminenti notizie positive. Per gli esperti di Eurizon il 2021 sarà un anno positivo, in cui la crescita globale si rimetterà in moto e, per questo, è consigliabile un posizionamento pro-ciclico nelle scelte di investimento. “L’orientamento espansivo delle politiche monetarie e fiscali nella prima metà dell’anno e i primi effetti della vaccinazione a partire dalla seconda metà permettono di confermare uno scenario di riferimento favorevole”, assicura Andrea Conti, responsabile macro research dell’asset manager.
Nel dettaglio, gli esperti di Eurizon dividono l’anno in due. I primi mesi del 2021 vedranno infatti ancora la compresenza di misure di restrizione e azioni di stimolo monetario e fiscale, mentre nella seconda metà dell’anno si inizierà a valutare l’efficacia della vaccinazione nel permettere alle economie di aprirsi al loro interno e tra di loro. Ecco perché nelle loro scelte di asset allocation, confermano il profilo pro-ciclico dei portafogli ma, in ottica di più breve periodo, mantengono il sovrappeso sui mercati a spread e un posizionamento sulle azioni neutrale.
Quanto al fixed income, a detta degli analisti, i flussi cedolari negativi per i titoli tedeschi e sotto all’inflazione per quelli Usa rendono poco interessanti questi titoli in una fase di ripresa globale. Convergenza quasi completata, invece, per i titoli governativi della periferia Eurozona, soprattutto sulle scadenze brevi. Ancora attraenti, infine, gli spread offerti dalle obbligazioni dei Paesi emergenti, dai titoli high yield e, anche se in misura minore, dalle obbligazioni investment grade.
Passando all’equity, i mercati azionari restano interessanti in ottica di medio termine, considerando la probabile ripresa degli utili nel 2021 e a fronte di un flusso cedolare obbligazionario ridotto a zero, ma in un orizzonte temporale più breve il forte recupero dai minimi di marzo e un contesto di volatilità ancora piuttosto elevata potrebbero rallentare il movimento verso l’alto. Per le valute, l’incertezza sul piano fiscale potrebbe indebolire il dollaro nell’immediato, mentre resta confermata la positività sulle valute dei Paesi emergenti.
Due scenari di rischio
La squadra di Eurizon vede due possibili scenari negativi, di natura opposta. Il primo riguarda i vaccini. Eventuali delusioni legate a ritardi nella somministrazione o a un’efficacia inferiore alle attese porterebbero infatti a rivedere al ribasso le stime di crescita economica. “In questo caso sarebbe probabile una fase di volatilità, ma anche un rilancio da parte di banche centrali e governi degli interventi di stimolo – spiega Conti -. A questo punto gli investitori, replicando l’atteggiamento 2020, riprenderanno a cercare remunerazione nelle attività di rischio, come unica alternativa in un contesto di tassi obbligazionari bassi per un periodo prolungato”.
Al contrario, una crescita economica più forte del previsto sarebbe auspicabile e, in una prima fase, positiva per le attività di rischio, in combinazione con tassi governativi in rialzo. “Ad un certo punto però – avverte l’esperto -, il rialzo dei tassi a lunga scadenza sarebbe percepito come ostacolo alla ripresa economica generando, come già in passato, un forte aumento della volatilità. La successiva ridiscesa dei tassi agirebbe da stabilizzatore automatico facendo poi recuperare le borse”.
A livello geografico, mentre negli Usa e in Europa, l’attenzione sarà inizialmente sull’efficacia dei vaccini, mentre il rischio surriscaldamento dell’economia si potrebbe eventualmente porre più avanti. In Cina, al contrario, la vera sorpresa inattesa sarebbe una ripresa dei contagi. “Più realisticamente qui, prima che altrove, inizierà il dibattito sull’opportunità di ridurre gli stimoli fiscale e monetario per evitare un surriscaldamento dell’economia”, prosegue.
Entrambi gli scenari, tanto quello di delusione quanto quello di esuberanza, per gli esperti possono essere fonte di volatilità, ma non sembrano tali da interrompere il ciclo macro. “Per avere conseguenze gravi bisognerebbe ipotizzare errori di politica economica quali il mancato sostegno a fronte di segnali di indebolimento della crescita o, al contrario, misure restrittive preventive nel caso di dati macro o di inflazione sopra le attese. Ma governi e banche centrali, nel 2021, saranno molto attenti a non vanificare quanto di buono fatto nel 2020”, conclude Conti.
L’asset allocation in sintesi
FIXED INCOME – Per i global government, si conferma negativo il giudizio sulla duration Usa e sui titoli governativi tedeschi e “quasi core” dell’Area euro. Giudizio neutrale sui titoli governativi periferici dell’Eurozona. Resta neutrale il giudizio sui titoli governativi non core euro.
Si conferma, poi, il sovrappeso sui mercati a spread. L’ordine di preferenza resta quindi: mercati emergenti, high yield, investment grade.
EQUITY – Giudizio neutrale sulle azioni, in considerazione di un movimento di breve che già appare scontare in larga parte gli eventi positivi attesi per i primi mesi del 2021. Confermato l’ordine di preferenza geografico: mercati emergenti, Usa, Europa, Giappone, Pacifico ex Giappone.
CURRENCIES – Confermato un giudizio positivo sulle valute emergenti e si assume un posizionamento di sottopeso sul dollaro.
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