Il riassunto della settimana sui mercati
Le tendenze recentemente osservate sul mercato degli investimenti della clientela al dettaglio pongono nuove sfide alle autorità di regolamentazione e di vigilanza sui mercati. Quali sono e come affrontarle
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“Sarà il primo anno non turbolento per le variabili macroeconomiche”. Andrea Conti, macro research di Eurizon Capital Sgr, l’aveva anticipato in un recente video su FR|Vision. Ora la società pubblica le previsioni complete per il 2024 che vedrà, a detta degli esperti di Eurizon, una “prosecuzione del ciclo economico globale con un mix di crescita e inflazione finalmente stabilizzato e auspicano minori livelli di volatilità dei mercati, rispetto ai picchi degli ultimi anni”. Un contesto influenzato dal fitto calendario geopolitico.
Dal report si evince che i mercati obbligazionari continueranno ad apparire interessanti per quanto riguarda il rendimento a scadenza e “potrebbero realizzare guadagni in conto capitale grazie al ribasso dei tassi ufficiali”, si legge. Ulteriori opportunità anche sui mercati del credito. Meno attraenti invece le valutazioni per i mercati azionari. Infine, tra le asset class alternative per il 2024 “ci si aspetta che gli investitori privilegino Private Debt e infrastrutture”.
Crescita e inflazione torneranno per la seconda fase dell’anno a un livello di normalizzazione dopo le turbolenze post Covid, anche grazie all’apporto delle decisioni delle Banche Centrali. Bce e Fed, infatti, secondo le previsioni della società, sceglieranno di mantenere i tassi fermi per i primi mesi dell’anno. Il secondo semestre invece dovrebbe accogliere un taglio da parte di entrambi gli istituti, “in considerazione di una inflazione ormai stabilizzata.”

Per l’inizio dell’anno, poi, l’attività economica sarà debole ma positiva, con proiezioni di rallentamento in Usa (“dal 2,4% al 1,3%”) e debole crescita in Eurozona (“pari a 0,5%”). Nella seconda parte dell’anno invece gli esperti di Eurizon ipotizzano “una graduale riaccelerazione, sostenuta dal calo dell’inflazione e dal tendenziale allentamento delle condizioni finanziarie”.

E aggiungono: “Lo scenario di rischio da considerare è un’eventuale frenata più brusca del previsto per l’economia, come effetto ritardato della politica monetaria restrittiva.” Ciò che gli esperti ci tengono ad attenzionare è la “fitta agenda geopolitica”. Infatti, spiegano, “in Europa a giugno si voterà per rinnovare il Parlamento Europeo. A novembre sono in programma le elezioni presidenziali americane. Un calendario elettorale che si somma alla guerra in Ucraina e alle tensioni in Medioriente”.

“I mercati obbligazionari core già nel 2023 hanno incassato un rendimento assoluto positivo, ma la volatilità è stata, per il secondo anno consecutivo, ben superiore alle caratteristiche tipiche di queste attività” fanno sapere da Eurizon. La società prevede, con l’assestamento dell’inflazione e della crescita economica, un rientro della volatilità sui mercati obbligazionari a livelli normali. Attese queste, che secondo gli esperti della società, “permetterebbero agli investitori di incassare il flusso cedolare offerto dai mercati obbligazionari e di realizzare guadagni in conto capitale derivanti dal calo dei tassi sulle scadenze brevi/medie”.
Il 2023 si è chiuso in maniera positiva anche per l’azionario. “Gli indici aggregati di USA ed Eurozona hanno recuperato quasi integralmente le perdite del 2022. Bilancio più modesto per i mercati emergenti, a causa soprattutto della debole Borsa cinese” fanno sapere da Eurizon. I recuperi sono avvenuti soprattutto nel settore tecnologico, “ma hanno fatto bene anche i consumi discrezionali e gli industriali, mostrando aspettative positive sul proseguimento del ciclo economico globale”. In Eurozona è risultato positivo anche l’andamento del comparto finanziario.
Nel contesto di prosecuzione del ciclo economico, descritto dall’analisi della società e alla luce dei possibili allentamenti da parte delle banche centrali, “gli utili aziendali possono continuare a crescere in linea con la crescita media di lungo periodo (8%-10% su base annua) e questo rimane un solido sostegno per le quotazioni azionarie”. “Anche il 2024 potrebbe risultare poco direzionale per le valute, con un dollaro sottoposto a due tendenze che si compensano” si legge, in ambito di currencies, nel report. L’economia americana continuerà a crescere di più rispetto alle altre economie sviluppate e questo, fanno sapere da Eurizon, è di supporto al dollaro.
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