Bond e infrastrutture: così gli investitori sovrani rispondono al Covid
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Le economie globali stanno affrontando una fase molto difficile, in cui i governi sono costretti ad adottare politiche di stimolo per favorire la ripresa. E questa è solo una delle ragioni per le quali è il momento di investire in infrastrutture, a detta di Alex Araujo, gestore di M&G (Lux) Global Listed Infrastructure Fund. “Gli enormi pacchetti di stimoli fiscali annunciati dai governi di tutto il mondo in risposta al Covid-19 possono fornire un contesto favorevole, infatti comprendono l’espansione della spesa pubblica in infrastrutture”, spiega Araujo. Precisando tuttavia che “il nostro approccio a lungo termine non dipende dall’espansione fiscale o da iniziative governative con un impatto immediato sulla crescita economica, ma siamo consapevoli che ciò può favorire una forte performance per le infrastrutture quotate come asset class, con un focus sulla garanzia di una ripresa ‘verde’ incentrata su energie rinnovabili, trasporti puliti, efficienza energetica ed economia circolare”.
Oltre ai programmi di spesa pubblica attesi in diversi governi dei Paesi sviluppati, le infrastrutture beneficiano di tendenze di crescita a lungo termine, come la transizione verso le energie rinnovabili o la proliferazione di dati in questo nostro mondo sempre più digitale.
Inoltre, le società del settore delle infrastrutture tendono a riprendersi rapidamente rispetto al mercato più ampio. In un periodo di incertezza economica, i profitti del settore delle utility sono stati un bastione di forza e resistenza. Inoltre, le infrastrutture non convenzionali – diverse dalle utility, note anche come infrastrutture “economiche” – come quelle digitali e di comunicazione hanno performato particolarmente bene in questo periodo. Infatti, si sono rivelate cruciali durante il lockdown globale, con milioni di persone costrette a lavorare da remoto e a trovare modalità di intrattenimento in casa.
In termini di pacchetti di stimolo fiscale, l’infrastruttura digitale è un comparto che sta ricevendo ingenti investimenti. Infatti, l’Europa si impegna a migliorare la connettività e il rapido dispiegamento delle reti 5G svetta nell’elenco delle sue priorità. Inoltre, la crisi dovuta al Covid-19 e le sue conseguenze stanno dimostrando la crescente importanza delle infrastrutture “sociali” – come sanità e istruzione – e di quelle “evolutive” – data center, pagamenti digitali e così via – che dovrebbero modellare la società globale nel medio-lungo termine.
M&G (Lux) Global Listed Infrastructure è un fondo esclusivamente azionario. Esistono diversi modi per investire in infrastrutture ma abbiamo scelto di farlo attraverso società quotate, offrendo liquidità giornaliera e solo in quelle società con asset fisici esistenti che generano flussi di cassa, crescente capacità di generazione di dividendi e prospettive di crescita a lungo termine. I flussi di cassa stabili e in aumento di questi asset a lungo termine evidenziano i vantaggi delle infrastrutture quotate come asset class: la combinazione di qualità difensive e di crescita a lungo termine.
Vogliamo costruire un portafoglio diversificato che spazi tra diversi settori, aree geografiche e infrastrutture, in modo da sovraperformare in diversi ambiti del mercato. Il Nord America rappresenta la fetta più grande del portafoglio, ma molte delle nostre partecipazioni sono in società globali.
Il nostro portafoglio si concentra su tre categorie di infrastrutture: infrastrutture economiche (utility, pipeline energetiche, trasporti), infrastrutture sociali (istruzione, salute, civica) e infrastrutture evolutive (infrastrutture per i pagamenti elettronici, per i data center, per il cloud computing, per la trasmissione dei dati e le società di royalty).
Attualmente il fondo vanta la maggiore esposizione alle utility mai avuta a partire dal suo lancio. Abbiamo cercato di capitalizzare le opportunità di valore relativo nelle utility e durante la prima metà dell’anno abbiamo aggiunto cinque nuove partecipazioni nel settore: NextEra Energy Partners (Stati Uniti) e A2A (Italia) a marzo, seguite da ContourGlobal (Regno Unito) e China Gas Holdings (quotata ad Hong Kong) ad aprile e Sempra Energy (Usa) a giugno. AES Corp (Usa) è stata la nostra sesta e ultima acquisizione, avvenuta nel mese di luglio. Tenevamo d’occhio queste aziende da molti anni, ma le valutazioni erano fuori portata. Poi, la recente recessione ha offerto l’opportunità di acquisto che stavamo aspettando. Di conseguenza, il peso del comparto delle utility è salito al livello più alto dal lancio del fondo e ha raggiunto poco più del 35%.
Uno dei temi più importanti nel lungo termine sono le energie rinnovabili. Ottimi esempi di società che operano in quest’area includono: la danese Ørsted, leader mondiale nella generazione di energia eolica offshore e beneficiaria a lungo termine della posizione favorevole dell’eolico offshore come segmento di energia rinnovabile in più rapida crescita; ed Enel, l’utility italiana in prima linea nella transizione energetica, non solo qui in Europa ma anche in posti più lontani, come l’America Latina. Enel ha aggiunto il massimo valore tra le partecipazioni esistenti del fondo poiché questa utility italiana ha continuato a investire nella propria strategia di crescita incentrata sulla sostenibilità. Il suo piano strategico combina crescenti e significativi investimenti nelle energie rinnovabili, con un’accelerazione nei confronti della decarbonizzazione e con l’obiettivo di aumentare al contempo il dividendo di almeno l’8% annuo nei prossimi tre anni.
