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I contenziosi sono stati 22.382, in calo del 28%. Quasi la metà è stata accolta, in aumento i respinti. Boom di liti sugli strumenti di pagamento
Oltre 20 milioni. È quanto nel 2021 gli intermediari finanziari hanno effettivamente restituito ai clienti in seguito alle decisioni dell’Arbitro bancario finanziario, l’organismo per la definizione stragiudiziale dei contenziosi. Stando infatti ai dati Bankitalia, i collegi dell’organo hanno restituito alla clientela circa 31 milioni di euro, contro i 29 milioni del 2020, e di questi oltre 20 sono effettivamente rientrati nelle tasche degli italiani.
“Dal 2015 sono stati riconosciuti oltre 135 milioni di euro”, viene sottolineato nella relazione. La durata media della procedura è stata di 137 giorni, un valore ampiamente inferiore ai 180 giorni previsti dalla normativa e l’85% dei procedimenti si è concluso entro tale termine.
Ricorsi Abf in calo: 22.382 l’anno scorso (-28%)
Il 2021 è stato però caratterizzato soprattutto da una flessione del numero dei ricorsi presentati all’Arbitro e da una ridistribuzione per materia. In tutto sono stati oltre 22.382 i contenziosi, in calo del 28% rispetto all’anno precedente.
Si è assistito, invece, a un boom delle controversie in tema di servizi e strumenti di pagamento, aumentate del 52%, anche per effetto della maggiore diffusione dei pagamenti digitali. In diminuzione invece quelle in materia di cessione del quinto dello stipendio, che restano comunque il 34% del totale, e di buoni postali fruttiferi.
Accolta quasi la metà dei ricorsi, in aumento i respinti
In totale sono state oltre 27.400 le decisioni assunte dai Collegi Abf. Nella maggior parte dei casi l’esito è stato di accoglimento totale o parziale delle richieste (48%), oppure di dichiarazione della cessazione della materia del contendere per l’accordo intervenuto tra le parti (17%). Il restante 35% dei ricorsi è stato invece respinto. I Collegi hanno ritenuto la richiesta del cliente infondata o non provata, oppure inammissibile per il mancato rispetto della procedura.
Il calo dei ricorsi nel 2021 ha interessato tutti i Collegi: il maggior numero di istanze arrivano sui poli di Milano e Roma. La relazione annuale dell’Abf mette in evidenza che il netto calo dei ricorsi accolti rispetto al 2020 (quando sono stati il 58%) si deve soprattutto alla forte flessione dei ricorsi per la cessione dei quinto (c’è stata una modifica normativa lo scorso anno sulla cessione del quinto, si ricorda nella relazione, che ha influito sugli orientamenti dell’Abf) che nella stragrande maggioranza dei casi si concludevano con giudizi favorevoli al cliente.
Dalla relazione annuale dell’Abf emerge anche l’evidenza che le regioni del Centro e del Sud Italia continuano ad essere caratterizzate per un numero di controversie in rapporto agli abitanti più elevato rispetto a quelle del Nord.
Il 2021 è stato poi l’anno di prima applicazione delle nuove disposizioni che regolano il funzionamento dell’Abf. Per ampliare la tutela offerta ai clienti, inoltre, è raddoppiato, da 100 a 200mila euro, l’importo che può essere chiesto con il ricorso all’Arbitro, sono stati riconosciuti nuovi poteri ai presidenti per una definizione anticipata della lite e per rendere più efficiente il sistema. Dal prossimo primo ottobre, infine, i ricorsi potranno riguardare solo operazioni o comportamenti avvenuti nei sei anni precedenti la loro presentazione.
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