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Per il 2020, Generali Investments conferma la previsione di crescita degli Stati Uniti all’1,6% e riduce quella del Vecchio Continente allo 0,8%
Gli Usa battono l’Eurozona ancora una volta. E nel 2020 cresceranno di più, senza battute d’arresto. La previsione è di Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investments, secondo cui a certificare la distanza tra le due sponde dell’Atlantico è il market sentiment, che Oltreoceano continua a rafforzarsi.
Secondo l’economista, infatti, l’ultima serie di dati sulla fiducia mostra che il settore manifatturiero statunitense si sta dimostrando più resiliente di quello europeo. “La performance migliore del previsto dei dati di gennaio degli indici Fed di New York e Filadelfia, probabilmente confermati la prossima settimana dai dati sugli acquisti, mostrano che le tensioni del primo trimestre per il taglio alla produzione del Boeing 737 e l’impatto del coronavirus sono compensati da altri fattori, probabilmente legati all’allentamento delle tensioni tra Usa e Cina sul commercio”, osserva.
“Confermiamo – aggiunge – le nostre previsioni di crescita dell’1,6% per il 2020 (rispetto ad un consensus delle stime pari all’1,8%), prevedendo un rapido rimbalzo nella seconda metà dell’anno”.
Il quadro, a detta dell’economista, appare invece più contrastato nell’Area Euro, dove il calo negli ordini per l’esportazione segnalato dal Pmi manifatturiero, se prolungato, costituirà una sfida per le aspettative di una ripresa sostenuta da un forte commercio globale, mentre la fiducia delle imprese è ancora a livelli bassi. “La debolezza persistente all’inizio dell’anno ci ha portato a rivedere al ribasso allo 0,8% le nostre previsioni di crescita per il 2020 nell’Area Euro (rispetto ad un consensus dell’1,1%): l’impatto del coronavirus rappresenta chiaramente un ulteriore fattore di rischio al ribasso”, avverte.
Quanto alle valute, Zanghieri conclude che al momento le sorprese positive dai dati statunitensi e le ricadute del Covid-2019 supportano il dollaro Usa rispetto all’euro nel breve termine e prevede che il tasso di cambio rimarrà nell’intervallo 1,09 / 1,11 nei prossimi 3-6 mesi.