A share cinesi attraenti. Ecco perché
Con una capitalizzazione prossima ai 6.500 miliardi di dollari, quello delle A share del Paese asiatico è il secondo mercato mondiale dopo gli Stati Uniti
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“La scorsa settimana abbiamo assistito su tutti i mercati azionari a uno storno repentino e generalizzato che ha portato la maggior parte delle performance annuali degli indici, ad eccezione degli Stati Uniti, in territorio negativo. Cosa ha scatenato questo movimento?” Questa è la domanda da cui parte Olivier De Berranger, chief investment officer di La Financière de l’Echiquier, nella sua analisi sui mercati.
“I motivi – argomenta l’esperto – sono più di uno. Innescato dalla risalita dei tassi americani intervenuta la scorsa settimana questo movimento al ribasso è stato alimentato dallo scontro sulla legge di bilancio tra il governo italiano e la Commissione Europea, dai dubbi sulla crescita degli emergenti (il recente allentamento monetario della People’s Bank of China (PoBC) è stato interpretato come una richiesta di sostegno alla crescita domestica) e dal protrarsi delle tensioni commerciali”.
Per l’analista non c’è “niente di realmente nuovo sotto il sole, eppure. Alla stregua dei timori suscitati da un rialzo tuttavia ben modesto dei tassi a lungo termine americani i mercati iniziano semplicemente a tener conto di alcune realtà. Hanno altresì approfittato di questi fattori per fare pulizia, un’operazione probabilmente necessaria visti gli eccessi di valorizzazione in alcuni comparti. Del resto, la violenza del movimento è stata probabilmente amplificata dall’azione delle strategie quantitative o sistematiche e tra l’altro dall’attivazione di stop-loss che hanno provocato vendite massicce”.
“Il movimento – prosegue De Berranger – potrebbe proseguire a breve nonostante un primo rimbalzo tecnico dovuto, tra l’altro, alle strategie sistematiche che potrebbero generare altre vendite massicce. Tuttavia, le fasi di vendite indiscriminate potrebbero essere fonte di opportunità. Fissare degli entry point sui titoli ingiustamente penalizzati – conclude – è probabilmente la miglior tattica da adottare nelle prossime settimane”.
