I titoli value potrebbero tornare alla ribalta. Ecco perché
La previsione di Yoram Lustig, Responsabile delle Soluzioni Multi-Asset, EMEA, T. Rowe Price
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“L’allocazione media alle azioni è salita al 33% dal 29% del 2017. L’incremento delle allocazioni azionarie è riconducibile a svariati fattori, tra i quali la fase rialzista dei mercati azionari. Gli intervistati hanno risposto che il rendimento dei mercati azionari in cui hanno investito è stato pari all’8,7%, supportando in misura significativa risultati robusti a livello di portafoglio (9,4% nel 2017, in rialzo dal 4,1% del 2016)”. È quanto emerge dalla sesta edizione del Global Sovereign Asset Management Study di Invesco.
Per quanto riguarda le future allocazioni azionarie, sulla scia dell’aumento di queste negli ultimi cinque anni, “quasi la metà degli investitori sovrani ora sovrappesa in misura incrementale o sostanziale le azioni. Sebbene numerosi investitori sovrani intendano mantenere il sovrappeso, alcuni non sono soddisfatti dello status quo. Oltre un terzo (35%) prevede di ridurre i sovrappesi azionari nel medio termine, nell’ottica complessiva di apportare riduzioni modeste anziché tagli significativi. Molti di coloro che intendono ridurre le posizioni sono spinti dalla convinzione che le valutazioni azionarie siano elevate, sia in termini assoluti che relativi e che i mercati siano a rischio di correzioni per questioni geopolitiche o legate ai cicli economici. Tra i fattori specifici che incidono negativamente sui mercati azionari vi sono preoccupazioni macro, come la possibilità di una guerra commerciale, Cina, valutazioni e inflazione”.
Alex Millar, Head of EMEA Sovereigns, Middle East and Africa Institutional Sales di Invesco, spiega così questa evoluzione: “Sebbene gli investitori sovrani siano impegnati in misura crescente sul fronte delle azioni, come growth asset primario, all’interno di questi portafogli azionari si è registrato un autentico cambiamento, di cui hanno principalmente beneficiato le strategie passive. Sebbene le strategie passive siano state i maggiori beneficiari, lo spostamento non è stato proporzionale e netto, bensì sfumato”.
“In prospettiva – conclude l’analista di Invesco – le strategie fattoriali dovrebbero beneficiarne maggiormente. Gli investitori sovrani considerano infatti tali strategie come un terzo pilastro tra la tradizionale gestione attiva e passiva”.
