Nel reddito fisso AcomeA preferisce evitare l’Europa e concentrarsi sugli Emergenti. Anima frena sulle azioni: possibile correzione nei prossimi due mesi
Sulla ripresa globale sono pochi gli osservatori che nutrono dei dubbi: con tutta probabilità assisteremo a un’accelerazione della crescita a partire dal secondo trimestre dell’anno, con gli Usa di Biden e la locomotiva cinese a far da traino. All’orizzonte c’è però l’estate, stagione storicamente meno favorevole agli investitori per le tensioni che comporta sui mercati azionari, una campagna vaccinale che procede non senza rischi e lo spettro dell’inflazione.
Vittorio Fontanesi, portfolio manager mercati obbligazionari di AcomeA Sgr
“L’attività economica statunitense sembra destinata a ripartire rapidamente quest’anno, alimentata dalle riaperture settoriali e dagli stimoli fiscali dell’amministrazione Biden. Gli ultimi dati economici testimoniano una forte propensione al consumo da parte delle famiglie, migliori prospettive occupazionali e una maggiore fiducia delle imprese. Con ogni probabilità già alla fine di quest’anno gli Stati Uniti potranno tornare sulla traiettoria del potenziale di crescita pre-pandemico”, afferma Vittorio Fontanesi, portfolio manager mercati obbligazionari di AcomeA Sgr, secondo cui molto diversa è invece la situazione dell’Europa, dove non soltanto la pandemia ha rallentato l’attività economica del primo trimestre dell’anno, ma anche le prospettive di inflazione a medio termine sono decisamente più basse rispetto agli Usa.
“In Europa servono ancora degli step per portare avanti piani fiscali pro-crescita e di ampio respiro, che siano indipendenti dalle conseguenze della pandemia. Il Recovery Fund sarà in questo senso un importante banco di prova per consolidare in futuro politiche fiscali condivise a livello di Unione. La divergenza di crescita tra Stati Uniti ed Europa sarà dunque un tema che potrebbe continuare a pesare da qui in avanti sui differenziali di rendimento dei mercati obbligazionari di queste due aree”, fa notare Fontanesi.
Ecco perché per il portfolio manager il Vecchio Continente rimane un’area dove preferisce non assumere esposizioni, considerando la presenza di rendimenti molto bassi o addirittura negativi su alcune parti delle curve periferiche. A livello valutativo, anche i mercati obbligazionari emergenti espressi in dollari, salvo alcune rare eccezioni, gli appaiono in questo momento complessivamente abbastanza cari.
“Preferiamo – spiega dunque Fontanesi – ampliare il nostro raggio d’investimento nelle obbligazioni emergenti in dollari, prendendo esposizione su alcune storie corporate high yield asiatiche, come ad esempio società cinesi del settore real estate o a partecipazione statale, che mostrano occasioni di rendimento molto attraenti unite a dinamiche macro di contenimento del debito e, complessivamente, una minore sensibilità ai tassi americani. Per quanto riguarda le obbligazioni emergenti espresse in valuta forte, i nostri sovrappesi si concentrano su emittenti quasi-sovrani di Messico e Sud Africa, che possono continuare a godere di condizioni di supporto dai rispettivi governi”.
Un’altra area del mercato emergente sulla quale il portfolio manager di AcomeA Sgr mostra dei sovrappesi è quella delle obbligazioni in valuta locale di Paesi che vivono situazioni di rischio prettamente idiosincratiche. “A nostro avviso – chiarisce -, gli asset locali di Peru, Brasile e Russia mostrano in questa fase valutazioni relativamente a sconto rispetto ai loro fondamentali e offrono interessanti opportunità di ripresa, a patto di saper tollerare l’intrinseca volatilità di queste aree. Sempre sui bond emergenti in valuta locale, continuiamo a mostrare una sovraesposizione alla curva sudafricana per via di rendimenti particolarmente interessanti sulle scadenze più lunghe”.
Anche il team investment research & advisory di Anima vede l’economia globale espandersi nel corso del 2021 ad un ritmo nell’ordine del 6,5%-7%, il più rapido da decenni, con quattrodriver su tutti: lo stimolo fiscale americano e le sue ricadute positive globali, la resilienza della crescita in Cina, i progressi delle campagne vaccinali e l’impiego di parte dei risparmi accumulati durante la crisi pandemica. Per quanto riguarda, invece, l’inflazione, tema su cui il dibattito è destinato a durare a lungo, questa, a detta degli esperti, rappresenta probabilmente la principale minaccia alla stabilità dei mercati finanziari, ma i rischi sembrano sovrastimati.
Pur ritenendo quindi il contesto ancora strategicamente costruttivo per i mercati azionari, per ragioni tattiche gli esperti Anima preferiscono un approccio più prudente sui portafogli, in quanto nei prossimi due mesi è aumentata la probabilità di una fase di consolidamento o di correzione.
“Questo contesto giustifica ancora, nel medio termine, un giudizio strategicamente costruttivo sui mercati azionari e cauto sui titoli di Stato core, anche se le valutazioni sui mercati obbligazionari sono diventate più appetibili dopo il recente sell-off – scrivono gli esperti -. Tuttavia, nel breve è possibile che si sviluppi una fase di minor direzionalità o anche un movimento correttivo, che potrebbe avere respiro più ampio rispetto ai ribassi recenti (del resto gli indici S&P 500 e MSCI World non subiscono correzioni superiori al 5% da ottobre 2020). Pertanto, l’esposizione al mercato azionario è stata tatticamente ricondotta alla neutralità, prendendo profitto sui settori ciclici, ovvero quelli che più hanno beneficiato del miglioramento delle prospettive di crescita (finanziari, materie prime, industriali, consumi discrezionali)”.
“Fasi di debolezza saranno sfruttate per ricostituire il sovrappeso sulle attività rischiose. Sono quattro, in sintesi, le ragioni che inducono a pensare che una fase di consolidamento o correzione, se pur non profonda grazie al supporto dei fondamentali, potrebbe essere più vicina”, concludono da Anima.
Il fondo considera “tante piccole scommesse” soprattutto nel settore tecnologico nordamericano. “Dopo la pandemia abbiamo partecipato ad alcune emissioni cicliche interessanti”