Alfabetizzazione finanziaria, l’Italia migliora ma rimane sotto la media Ocse
Secondo l’indagine Pisa, circa il 20% degli studenti in Italia non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze finanziarie.
3 min
L’Italia è fiduciosa sul clima economico. Un ottimismo che negli ultimi anno è andato in crescendo. Nonostante la maggiore fiducia, però, il risparmiatore italiano si mostra meno confidente nell’approccio agli investimenti. Queste le principali evidenze della ricerca “Global Investor Pulse” condotta da BlackRock su un panel di oltre 28mila investitori nel mondo di età compresa tra i 25 e i 74 anni rispetto al contesto di mercato attuale, alla loro propensione al risparmio, all’investimento in un’ottica di medio-lungo termine e alla pianificazione pensionistica. In particolare, sul mercato italiano la ricerca ha coinvolto circa 2.000 investitori. “Quest’anno siamo arrivati alla quinta edizione – commenta Luca Giorgi, head of retail sales Italy and Greece di Black Rock – quindi siamo in grado di individuare anche alcuni trend. Nello specifico abbiamo analizzato la struttura di 5 macro temi (fiducia, investimenti, consulenza finanziaria, tecnologia e pensioni, ndr) e poi abbiamo identificato tre tipi di persone con caratteristiche diverse: super investitori, Millennials e donne”.
Cresce la voglia di consulenza
Il primo trend che balza agli occhi è quello della confidenza all’approccio agli investimenti. “Un trend in evidente calo, considerando che nel 2017 abbiamo toccato il minimo degli ultimi 4 anni – sottolinea Giorgi – C’è difficoltà rispetto a passato a costruire un portafoglio efficiente”. In un mondo a tassi zero, il risparmiatore italiano ha cambiato il modo di investire. Niente più Btp e meno conti deposito. Per generare rendimento è necessario spostare l’attenzione verso asset più rischiosi. “Ma senza la guida del Btp l’investitore ha paura di sbagliare – aggiunge ancora l’esperto di BlackRock – Tant’è che dall’ultima ricerca emerge chiaro come circa il 25% degli intervistati non abbia ancora pensato a una precisa destinazione per la liquidità”. Da qui, il secondo trend importante, la voglia di consulenza, con una buona fetta di intervistati che si dichiara propensa a pagarla, soprattutto tra i Millennials (il 70% degli intervistati). E se da un lato l’utilizzo della consulenza finanziaria in Italia rimane il più alto d’Europa, con una quota del 29% (nel Regno Unito si registra il 15%), la soddisfazione per tale servizio può migliorare, evidenziando la necessità da parte dei consulenti di una maggiore comprensione dei bisogni dei clienti. “Tra le tre diverse tipologie di consulenti, gli italiani si rivolgono soprattutto al consulente bancario, al consulente finanziario appartenente a una rete e al private banker – continua Giorgi – e nei confronti della seconda e terza categoria dimostrano un più elevato livello soddisfazione”.

La sfida dei Millennials…
Altro tema importante è quello dell’approccio ai Millennials. A differenza dei baby boomers, la cosiddetta generazione Y è meno fedele. Non sono abitudinari e cambiano in base alle opportunità e ai costi più bassi. Inoltre, non accettano le informazioni dall’alto. Devono testare e soprattutto condividere. “Questo ci fa capire come l’approccio ai Millennials sia un filone commerciale molto importante – puntualizza Giorgi – Anche perché parliamo di una generazione che ha una maggiore fiducia nel ciclo economico, che è più propensa a investire e che è disposta a pagare la consulenza a un prezzo più alto della media (1%, ndr).
… e quella delle pensioni
Infine, a dispetto dell’evidenza, dalla ricerca condotta da BlackRock emerge chiaro anche come la questione pensionistica sia ben presente nella mente degli italiani: il 54% (in particolare giovani e donne) è consapevole di potenziali necessità di risorse finanziarie una volta fuori dal mondo del lavoro. Ciò nonostante, solo il 56% degli italiani ritiene di essere direttamente responsabile del proprio futuro previdenziale, percentuale che ci pone al livello più basso della classifica mondiale che vede gli statunitensi all’83%, i giapponesi al 79%, i cinesi al 60% e una media europea attestata al 76%. Non sorprende, dunque, che solo il 10% degli italiani sia convinto di essere sulla buona strada nella pianificazione della propria previdenza pensionistica (il 37% è consapevole di non fare abbastanza, il 23% non ne ha idea). “In tema di previdenza integrativa, l’Italia è fanalino di coda nel mondo, con un risparmio dedicato alla pensione di appena l’8% – dice Giorgi – C’è bisogno di maggiore educazione e informazione. E da questo punto di vista, come BlackRock stiamo cercando di entrare sul mercato con strumenti previdenziali nuovi. Vogliamo portare un modello americano, iRetire, che aiuta a capire il gap tra ricchezza attuale e desiderio di pensione. Auspicando che in futuro ci possa essere una maggiore attenzione verso il tema pensionistico”.
