Investimenti nel “Sistema Paese”, 73 miliardi da Casse e Fondi pensione
Covip, le attività totali delle Casse di previdenza private e privatizzate ammonta a 80 miliardi di euro.
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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Ott-Nov 2017 |
Il mercato istituzionale italiano continua a crescere anno dopo anno. Nel 2016 ha ampiamente superato i 930 miliardi di euro, facendo segnare un incremento del 7,5% grazie al contributo della rivalutazione delle attività. La ripresa economica sta poi supportando il trend in specifici segmenti.

“In particolare, la raccolta netta complessiva degli strumenti di previdenza integrativa ha raggiunto il massimo storico, con prospettive che rimangono favorevoli, data la diffusa ripresa delle adesioni– commenta Vincenza Di Lorenzo, senior specialist di Prometeia – Anche le Casse di previdenza private hanno beneficiato del miglioramento del quadro economico. Dopo due anni molto deboli, nel 2016 è tornato ad aumentare il saldo della gestione previdenziale, grazie agli effetti positivi della crescita del Pil anche per gli enti esposti a settori economici più vulnerabili”. Come previsto, nel 2016 solo l’attivo delle Fondazioni di origine bancaria si è ridotto, per il sesto anno consecutivo. “Gli ulteriori adeguamenti di valore sulle partecipazioni bancarie operate da alcuni enti sono stati infatti solo in parte compensati dai maggiori dividendi sulle partecipazioni bancarie – sottolinea Di Lorenzo – Il mercato assicurativo, infine, è stato ancora vivace, pur in decelerazione a causa dei minori volumi raccolti frutto del ridimensionamento, nella seconda metà dell’anno, del collocamento di prodotti tradizionali”.
Nonostante la crescita, però, il mercato istituzionale italiano rimane tra i più piccoli a livello europeo. Inoltre, solo il 25% di questa “ricchezza” finanziaria è investita nel mondo gestito. Una percentuale davvero bassa se rapportata al 50% degli Stati Uniti.

“Le cause del minor ricorso all’industria del risparmio gestito in Italia rispetto ad altri Paesi sono almeno tre – fa notare Davide Squarzoni, direttore generale di Prometeia Advisor Sim – In primis il fatto che una parte consistente dei patrimoni istituzionali ha avuto origine da apporti di attivi, quindi immobili e titoli di Stato per le Casse di Previdenza, e partecipazioni bancarie per le Fondazioni; inoltre, la domanda di soluzioni gestite è stata limitata dalla storica generosità dei rendimenti, almeno nominali, dei nostri titoli di Stato, coniugata dal premio al cassettista garantito dalla facoltà di immobilizzarli nel bilancio civilistico di tutti gli investitori sottoposti a tale regime; e poi – aggiunge – l’offerta dell’industria dell’asset management ha sempre trovato maggiore facoltà di penetrazione e margini molto più alti nel mercato retail italiano piuttosto che in quello istituzionale, rallentando il processo di innovazione delle soluzioni di investimento proposte, anche quando l’innovazione normativa ha concesso opportunità”.
Tuttavia, il maggior ricorso a soluzioni gestite è un processo in corso, grazie alle evoluzioni normative e organizzative, sia dal lato della domanda si dal lato dell’offerta. “Anche grazie al lavoro dell’advisor oggi la domanda è più consapevole e l’offerta più disponibile a ragionare non solo in una logica di prodotto – conclude Squarzoni – Un esempio virtuoso è rappresentato dal crescente impiego da parte degli investitori istituzionali di piattaforme di investimento che consentono di personalizzare le linee guida dei comparti dedicati e di ottimizzare i processi di allocazione e risk management, alleggerendo così l’investitore da obblighi”.
