India al voto, ecco come muoversi
"Mentre andiamo verso la fine di questa lunga maratona elettorale, manteniamo un’esposizione sovrappesata sulle obbligazioni indiane". La view di Western Asset (gruppo Legg Mason)
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Gli investitori festeggiano la prospettiva di un secondo mandato di Narendra Modi in India, dopo il voto che ha consegnato una schiacciante maggioranza al suo partito, BJP. Dopo i primi risultati dello spoglio, gli indici nazionali Sensex e Nifty hanno risposto aprendo per la prima volta nella loro storia a livelli record rispettivamente di 40.000 e 12.000, mentre la rupia si è rafforzata rispetto al dollaro. Questo perché i mercati si aspettano che dopo il voto favorevole al BJP il Paese posa proseguire sulla strada delle riforme, degli investimenti infrastrutturali e del consolidamento fiscale.
“È la prima volta dal 1971 che il governo uscente viene confermato dal popolo per un secondo mandato – commenta Gaurav Sinha, asset allocation strategist di WisdomTree – Questo voto è da interpretarsi come un segnale a favore di un forte sviluppo economico e potrebbe incoraggiare Modi a spingere sull’acceleratore per riforme più radicali”. L’esperto sottolinea che la demonetizzazione e l’implementazione della tassa sui beni ed i servizi avevano provocato grandi instabilità, ma prodotto risultati favorevoli che dovrebbero incoraggiare altre riforme difficili. “Ci aspettiamo che nei prossimi cinque anni ci si concentrerà sull’acquisizione di terreni, sulle riforme del lavoro, sulla monetizzazione delle imprese statali e sulla continua digitalizzazione dell’economia”, aggiunge.
Nick Grace, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, giudica lodevole l’operato di Modi: “ha introdotto una legge fallimentare che sta costringendo le banche a riconoscere i crediti inesigibili più velocemente e un’imposta nazionale sulle vendite che ha soppiantato un’intricata ragnatela di tasse statali”. Eppure, non tutto è andato liscio durante l’amministrazione precedente: non solo per la citata impopolarità di alcune misure (come la riduzione della moneta in circolazione per ridurre la corruzione), ma anche perché non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, ed è quindi importante che il Paese possa portare avanti altre riforme. “L’India è all’apice di una fase di cambiamento epocale ed è importante che venga preservato l’attuale slancio riformistico”, osserva Grace.
Una conferma del programma di Modi può sostenere ulteriormente l’economia e le imprese indiane, con riflessi positivi in primis sul mercato azionario. “Possiamo aspettarci che il governo continui a investire in alloggi a prezzi accessibili e nelle infrastrutture di trasporto, un elemento positivo per il settore delle costruzioni, per quello immobiliare e potenzialmente anche per i consumi nelle aree rurali”, sottolinea Kristy Fong, Asian equities investment director di Aberdeen Standard Investments. Questo aspetto alimenterebbe un nuovo ciclo di spesa e farebbe anche da ammortizzatore rispetto a elementi avversi esterni, come una svolta negativa sulla disputa commerciale tra Stati Uniti e Cina e un possibile aumento del prezzo del petrolio. “Vediamo un’enorme opportunità di investimento in aziende che hanno la capacità di determinare i prezzi dei beni venduti ai consumatori indiani”, conclude Fong.
