Emergenti sotto scacco. Ma le opportunità non mancano
Secondo Nick Payne, head of global emerging markets di Old Mutual Global Investors, le valutazioni sono veramente “cheap”. Fari puntati su Cina, Messico, Indonesia e India
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Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Giu – Lug 2018 |

Torna l’ottimismo sul Brasile, grazie alle buone prospettive economiche che vedrebbero il Paese uscire dalla lunga recessione alla fine dell’anno con una crescita del 3 per cento. Ma il quadro politico resta incerto, in vista delle elezioni previste a ottobre e al contesto geopolitico. “Come nel caso di altri mercati emergenti, gli asset del Brasile sono stati recentemente colpiti dalla volatilità esterna”, osserva Mauro Roca, Latin America analyst di Tcw. Ma il rumore elettorale non ha avuto un impatto considerevole sui prezzi, perché “l’elettorato inizierà a concentrarsi sulle elezioni presidenziali solo dopo la registrazione ufficiale dei candidati, entro la metà di agosto”. Inoltre, gli asset brasiliani stanno performando abbastanza bene secondo Roca, perché i fondamentali sono migliorati grazie alle riforme attuate dall’amministrazione del presidente Temer. “Attualmente, l’inflazione è attorno ai livelli storici e si prevede un’accelerazione verso il 2,5% della crescita economica quest’anno, rispetto all’1% del 2017. I conti con l’estero, poi, sono pressoché bilanciati e l’amministrazione è stata in grado di limitare temporaneamente il deficit fiscale (che resta elevato)”, aggiunge Roca. Con l’avvicinarsi delle elezioni la volatilità dovrebbe aumentare, ma una volta risolta l’incertezza politica il fenomeno scemerà. “Nel nostro scenario di riferimento, tutti gli asset brasiliani potrebbero andare incontro a un’importante ripresa nel periodo post-elettorale”, dice Roca, che si aspetta la vittoria di un candidato moderato. In questo caso “le prospettive di crescita rimarranno solide grazie alle aspettative di ulteriori riforme che contribuirebbero a ridurre lo squilibrio fiscale, a stabilizzare la dinamica del debito e a migliorare la competitività”, sottolinea Roca.

Per Paulo Salazar, senior equity analyst Emerging Markets di Candriam Investors Group, le maggiori chance di vittoria le avrà “il candidato che personalizza le aspirazioni anti-corruzione e di ordine sociale della popolazione”; ma ovviamente si nutre il timore che la nuova amministrazione possa invertire la rotta politica, “facendo uscire il Paese dai binari della ripresa e i rischi geopolitici in crescita sono un’altra importante fonte di preoccupazione”. C’è comunque ottimismo, soprattutto per il mercato azionario, “che è in rialzo quest’anno, grazie all’arresto di Lula, a un contesto favorevole sul fronte delle commodity (1/3 dell’indice totale), a tassi d’interesse ai minimi e, di conseguenza, alla rotazione da obbligazionario ad azionario da parte dei locali”, spiega Salazar. Candriam continua a puntare sull’equity brasiliano “attraverso i ciclici (energia, materiali e finanziari) mentre siamo selettivi sulle società orientate al mercato domestico all’interno di settori come gli industriali e quello dei beni di consumo discrezionali”. Roca di Tcw indica che “il settore agro-alimentare e il settore petrolifero e minerario potrebbero essere i migliori e le infrastrutture potrebbero ricevere un impulso dai progetti PPP (partenariato pubblico-privati)”.
