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Per Anima le tensioni sui prezzi si indeboliranno. E nell’azionario le fasi di consolidamento possono essere opportunità di acquisto
L’inflazione è bella perché durerà poco. Parola degli esperti Anima secondo cui, dopo un 2020 da dimenticare, il 2021 sarà davvero l’anno della ripartenza, mentre lo spettro inflazione è destinato a rientrare con l’avanzamento delle campagne vaccinali e la normalizzazione dell’attività economica globale. Per questo, assicura il team Investment Research & Advisory nella view d’investimento di giugno, nel breve sui mercati azionari potrebbe registrarsi un po’ di nervosismo, ma un’eventuale fase di consolidamento può essere sfruttata come opportunità di acquisto, mentre in vista dell’estate è consigliabile un posizionamento bilanciato.
Stando agli analisti, per quanto riguarda lo scenario macro l’evoluzione sarà molto positiva: per quest’anno, la previsione di crescita globale è nell’ordine del 6,5%, un ritmo che non si vedeva da decenni, complice in primis la forte accelerazione della crescita statunitense e lo stimolo fiscale varato dall’Amministrazione Biden. Al contempo, però, si è assistito ad un incremento delle pressioni inflazionistiche, in particolare negli Stati Uniti, che hanno spaventato non poco i mercati.
“Del resto – sottolineano gli esperti -, la ripresa economica globale non è uniforme e, in primo luogo, non è sincronizzata: la crescita sta iniziando a rallentare in Cina, raggiungerà presto il picco negli Usa, mentre ha appena attraversato una fase di contrazione in Area Euro. In secondo luogo è anche sbilanciata: l’attività economica è stata inizialmente sostenuta dagli sviluppi sul lato dell’offerta, ma ora è guidata dall’accelerazione della domanda. Ecco allora che proprio questa transizione fra i driver di crescita ha comportato impatti significativi sulla dinamica dei prezzi, a più livelli: i colli di bottiglia dal lato dell’offerta si sono tradotti in aumenti vertiginosi dei prezzi di semiconduttori e container e le materie prime si sono apprezzate in modo significativo”.
Tuttavia, per il team Investment Research & Advisory, il rialzo dell’inflazione americana non deve trarre in inganno: gran parte delle pressioni sui prezzi è riconducibile ad effetti base o distorsioni provocate dalla pandemia, e dovrebbe rientrare con l’avanzamento delle campagne vaccinali e la normalizzazione dell’attività economica globale dal lato dell’offerta. Per questo, nonostante l’aumento dell’inflazione rappresenti la principale minaccia per la stabilità dei mercati finanziari, gli esperti ritengono che i rischi siano sovrastimati e che le banche centrali manterranno un orientamento accomodante. Vale a dire non ci si aspetta che le banche centrali, prime fra tutte Fed e Bce, siano costrette ad intervenire e rimuovere prematuramente gli stimoli monetari. Si è trattato insomma di fattori transitori o connessi alle riaperture post-Covid: non c’è stato un aumento sostanziale delle pressioni sull’inflazione sottostante, specie lato salari.
“Riteniamo che il flusso dei dati possa rimanere volatile nel futuro prossimo e di conseguenza è probabile che anche sui mercati finanziari si registri un po’ di nervosismo – mettono in guardia gli analisti -. Gli investitori, del resto, sono meno focalizzati sui dati relativi ai contagi da Covid e guardano come sempre oltre, concentrandosi già sui possibili cambiamenti nella funzione di reazione delle autorità monetarie”. Per quando riguarda la pandemia, la situazione resta critica in molti Paesi emergenti, ma intanto le infezioni e la pressione sui sistemi sanitari continuano a calare negli Usa e in Area Euro e il processo di distribuzione globale dei vaccini ha guadagnato efficienza.
In questo contesto, il giudizio sui mercati azionari del team Anima resta dunque tatticamente neutrale, ma strategicamente costruttivo: eventuali correzioni rappresenterebbero opportunità di acquisto. “Per quanto riguarda le scelte settoriali – concludono -, nelle ultime settimane si sono verificati diversi cambi di regime nella dinamica delle performance relative, sia a causa di temi macro che micro; di qui, anche in vista della stagione estiva, tradizionalmente meno favorevole ai mercati, appare opportuno un posizionamento bilanciato. In particolare, sui fondi europei, si sta sfruttando la combinazione fra la sovraesposizione a comparti ciclici, come energia, materie prime e finanziari, con titoli ad alto dividendo e temi difensivi, molto penalizzati e in fase di stabilizzazione”.
La view nel dettaglio
Nel dettaglio delle singole asset class, per quanto riguarda il reddito fisso gli esperti restano costruttivi sui Btp, mentre ritengono che la fase di consolidamento dei titoli di Stato americani potrebbe proseguire e la view tattica è neutrale. Anche per il comparto del credito la view si conferma neutrale e il focus è sulla creazione di alpha. La view sul dollaro si conferma invece negativa, mentre alcune selezionate opportunità stanno emergendo fra le valute emergenti.
Tornando all’equity, sui fondi azionari Italia è proseguita la graduale riduzione dell’investito verso la neutralità, mentre sui portafogli viene conservato il sovrappeso sui temi dell’economia verde e circolare (in particolare sulle utilities), su tlc e tecnologia, oltre che su singole società che potrebbero beneficiare della ripresa della domanda domestica nella seconda parte del 2021. Sottopeso, invece, sul settore industriale e dei consumi discrezionali, che hanno già visto un forte recupero negli ultimi trimestri.
Negli Usa, invece, nonostante il sovrappeso su tecnologia e consumi discrezionali abbia recentemente penalizzato la performance, l’esposizione a questi settori viene mantenuta. Il settore finanziario è stato riportato alla neutralità e gli episodi di debolezza sono stati utilizzati per incrementarne l’esposizione. Per gli esperti, anche qui, un approccio più bilanciato rispetto al passato è meritevole, considerando il possibile aumento della volatilità.
Anche sui mercati emergenti il giudizio di Anima è improntato alla neutralità, ma la view da un punto di vista strategico è costruttiva. Sui fondi si è continuato a ridurre il livello di investito, portandolo in sottopeso e da qualche mese è stata ridotta l’esposizione al mercato asiatico in favore delle altre aree. Sul piano settoriale, i fondi sono posizionati in modo più bilanciato tra la componente a maggior crescita e quella più value, optando per un ribilanciamento dei titoli tecnologici verso le materie prime e i finanziari, settore questo in cui, in prospettiva, l’attuale fase di debolezza sta creando opportunità. Sono stati ancora incrementati i settori difensivi, a fronte di una riduzione dei consumi discrezionali.
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