BoE shock: Pil inglese a -14%. Ma non agisce e delude i mercati
Tassi fermi e Qe invariato. Ma il board si spacca. Ora gli operatori si aspettano un intervento nei prossimi mesi
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Grazie all’ottima risposta del governo tedesco all’emergenza sanitaria scatenata dal Covid-19, l’economia teutonica accusa il colpo, ma meno del resto d’Europa, e il Pil del primo trimestre segna un calo del 2,2% a livello trimestrale e del 2,3% tendenziale.
Un dato comunque pessimo che segna il peggior calo da 11 anni, il secondo più grave dalla riunificazione della Germania, che ha deluso il consenso già nero degli economisti pari a -2,1%. Non solo: è stato poi rivisto al ribasso il prodotto interno lordo di Berlino del quarto trimestre, da invariato a -0,1%, modifica che fa entrare l’economia tedesca ufficialmente in recessione tecnica.
“Il calo del 2,2% del prodotto interno lordo tedesco nel primo trimestre conferma che le misure di contenimento del virus meno rigorose del Governo hanno permesso all’economia di non andare così male come quella degli altri principali Paesi della zona euro”, osserva Jack Allen-Reynolds, economista senior di Capital Economics.
“Il lockdown è iniziato in Germania il 22 marzo, successivamente ad altri Stati europei, ed è stato meno rigoroso. Ciò ha permesso al settore delle costruzioni, ad esempio, di registrare un’espansione dell’1,8% a livello mensile a marzo, rispetto ad esempio a un crollo del 40,2% m/m in Francia”, puntualizza Allen-Reynolds, che comunque si aspetta un calo molto più marcato del Pil tedesco nel secondo trimestre, pari al 10% circa.
Intanto, la pubblicazione del dato non impatta sull’obbligazionario tedesco: il rendimento del Bund decennale tratta al -0,541% rispetto al -0,539% antecedente alla pubblicazione del dato.
Infine da Bruxelles è arrivata la seconda lettura del Pil dell’Eurozona del primo trimestre, calato del 3,8% a livello trimestrale e del 3,2% su base annuale. Il dato è in linea al consenso a livello trimestrale, mentre su base tendenziale è leggermente migliore delle previsioni degli economisti che si aspettavano una lettura in linea a quella preliminare al -3,3%. Ma è comunque di gran lunga peggiore di quello tedesco.
Per Artur Baluszynski, responsabile della ricerca di Henderson Rowe, i dati di oggi potrebbero esacerbare le tensioni interne a Bruxelles. “La contrazione del Pil del primo trimestre del 3,8% è la più forte mai registrata – osserva -. Tuttavia, la Germania ha visto un calo solo del 2,2% e, considerando che la Francia e l’Italia sono arretrate di quasi il doppio, possiamo aspettarci che sorgano ulteriori attriti in fase di trattativa sugli strumenti di sostegno da parte dell’Ue”.
