Innovazione e tech per vincere in Europa
Healthcare, biotech, manifatturiero e tecnologia: ecco i settori che offrono ancora terreno fertile per gli investitori azionari secondo Carmignac
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C’è sempre un rovescio della medaglia. E persino il coronavirus può avere delle ricadute positive. Una di queste è evidente in ambito sanitario, dove l’epidemia sta sostenendo la domanda di innovazione per combattere ondate virali come quella che stiamo vivendo. A sottolinearlo è Anthony Ginsberg, co-ideatore di Han-Gins Indxx Healthcare Innovation Ucits Etf, che evidenzia come, grazie ai progressi compiuti nel sequenziamento del Dna, il genoma del virus di Wuhan è stato mappato nella sua interezza in meno di un mese dal primo caso accertato. Un processo fondamentale per le diagnosi e lo sviluppo di un vaccino.
“Il progresso tecnologico ha annullato quei ritardi derivanti dal dover coltivare in vitro la quantità di virus sufficiente – spiega -. Infatti, ora bastano minuscole quantità del Dna del virus, rilevate direttamente attraverso la saliva o il sangue del paziente, per effettuare la diagnosi”.
Non solo. Per prevenire i contagi sono sempre più utilizzati servizi sanitari a distanza, monitoraggi della salute, chirurgia da remoto e dispositivi indossabili. “Grazie ai passi avanti della medicina a distanza, sostenuti dalla connessione 5G, il personale medico potrà sempre più comunicare con i pazienti in isolamento in tutta sicurezza”, aggiunge Ginsberg, secondo cui anche nel post coronavirus possiamo già prefigurare che le stanze d’ospedale del futuro saranno sempre più virtuali e consentiranno tanto al personale medico e infermieristico quanto ai famigliari del paziente di interagire con lui senza essere esposti a minacce dirette per la loro salute.
“L’integrazione crescente di robotica e medicina aiuterà poi a limitare le infezioni all’interno degli ospedali e nelle aree sottoposte a quarantena – prosegue -. Covid-19 sta aumentando la richiesta di robot per interagire con i pazienti e limitare così il numero di medici e infermieri che contraggono il virus. I robot possono essere usati infatti per controllare i parametri vitali, eseguire procedure semplici, effettuare consegne e pulizie. Il numero di robot per la sanificazione a raggi Uv per decontaminare stanze e ambulanze, ad esempio, sta aumentando molto nelle aree dove si registrano più contagi, in cui è presente il virus o altri microrganismi. Inoltre, i robot sono in grado di aiutare nel cambio delle flebo, possono prendere campioni dai pazienti, maneggiare rifiuti biologici, esaminare i campioni in modo più sicuro e portare avanti procedure diagnostiche senza rischio di infezioni o errori. Il coronavirus non farà che incentivare l’adozione di queste tecnologie su larga scala”.
Insomma, a detta dell’esperto, questa epidemia porterà ad una maggiore richiesta di servizi sanitari a distanza (online o virtuali) dal momento che si cercano di limitare le interazioni negli ambienti ospedalieri: i progressi nella connettività 5G significano che gli screening per i sintomi del tipo coronavirus saranno più semplici in futuro e i pazienti in quarantena potranno essere monitorati grazie ai robot.
“Vediamo quindi come la rivoluzione dell’innovazione in ambito sanitario sia già in corso, renda più disponibili i servizi diagnostici e porti ad un calo dei costi dei servizi sanitari. Attraverso l’intelligenza artificiale e i big data si potranno fare diagnosi e identificare malattie più efficacemente rispetto alla media dei professionisti del settore sanitario, in modo particolare se quello staff ha scarsa esperienza con malattie rare”, conclude Ginsberg.
