Green bond sovrani, Europa in testa per emissioni (ma non c’è l’Italia)
S&P stima emissioni totali per 31 miliardi nel 2021. Francia, Germania e Olanda gli emittenti più attivi
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L’onda delle obbligazioni verdi è un trend destinato a crescere e acquistare sempre maggior rilevanza negli anni a venire. Secondo i conti dell’agenzia di rating S&P Global Ratings, il mercato delle obbligazioni verdi è cresciuto solo nel 2020 di oltre due volte rispetto al 2019, raggiungendo i 34 miliardi di dollari. E gli esperti si aspettano che quest’anno le emissioni totali relative alla componente sovrana possano arrivare a 31 miliardi.
E aggiungendo a queste stime di crescita anche quelle afferenti il mondo corporate si arriva ad una crescita a tripla cifra. “In termini di stime di crescita per il 2021, il Climate Bond Initiative (CBI) prevede che il totale delle emissioni si attesti intorno a 400-450 miliardi di dollari”, spiega a FocusRisparmio Caterina Ottavi, gestore insieme a Matteo Merlin di Eurizon Fund Absolute Green Bonds.
Intanto, mentre nel mondo obbligazionario tradizionale gli investitori stanno facendo i conti con i timori di un’impennata dell’inflazione, l’indice Bloomberg Barclays MSCI Global Green Bond sembra poter meglio attutire l’urto che queste preoccupazioni possono provocare nei portafogli di gestori e investitori.
Ecco cosa ne pensa l’esperta di Eurizon Capital Sgr.
Il mercato green ha superato la fase “embrionale”, oltrepassando i 1000 miliardi di dollari di emissioni a livello globale, e le obbligazioni verdi sono ormai una delle asset class preferite dagli investitori istituzionali. A seguito della crisi causata dalla diffusione del Covid, gli Stati e il settore privato si troveranno a utilizzare le risorse messe a disposizione per affrontare quella che viene da molti considerata la crisi più profonda del nostro tempo, quella climatica. Le sovvenzioni e i cambiamenti normativi spingeranno gli emittenti a incrementare gli investimenti verdi che, se ben gestiti, permetteranno di conciliare crescita economica e salvaguardia ambientale.
Il 2021 viene indicato dagli analisti come un anno di svolta per il contrasto al cambiamento climatico. In termini di stime di crescita per il 2021, il Climate Bond Initiative (Cbi) prevede che il totale delle emissioni si attesti intorno a 400-450 miliardi di dollari. Nel mese di novembre si terrà la Conferenza delle Parti – Cop26, rinviata a causa dell’emergenza Covid. A seguito di questo importante evento potrebbe chiudersi un accordo per un ulteriore taglio alle emissioni di Co2. Altri segnali fanno prevedere sviluppi importanti per l’asset class verde, tra questi il riposizionamento sui temi di contrasto al cambiamento climatico degli Usa dopo l’elezione di Biden, la discesa del costo delle energie rinnovabili a un livello inferiore rispetto a quello dei combustibili fossili e l’aggiornamento delle agende dei Governi che si preparano a destinare una sostanziale parte dei budget di spesa in favore di politiche ambientali e sociali.
Vediamo le maggiori opportunità di investimento nei settori che sono ad oggi sottorappresentati nell’universo green, per esempio quello delle auto e delle telecomunicazioni. Il mercato è composto in prevalenza da emittenti appartenenti al settore delle utility e al comparto finanziario. La ricerca di diversificazione potrebbe premiare i settori più in ritardo dal punto di vista dell’emissione di strumenti green.
Le differenze sono sostanzialmente in termini di dimensione e quantità di progetti finanziati. Il recente Btp green emesso dal Tesoro italiano, per esempio, ha un nozionale pari a 8.5 miliardi di euro che finanziano una pluralità di iniziative. Nel caso delle emissioni corporate, i progetti sono più specifici e le emissioni di minore dimensione media.
La crescente pressione dell’opinione pubblica e la diffusione dei criteri Esg spingono le aziende a migliorare gli standard di sostenibilità. Gli investitori si attendono maggiore trasparenza e uniformità dei dati di reporting. In Europa non sono ancora stati completati gli standard per l’emissione di una obbligazione verde (Gbs) e la tassonomia green; sviluppi su questo punto dovrebbero materializzarsi nel corso dell’anno.
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